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Il no dei Nobel per la Pace alla prepotenza di Pechino e alla viltà del Sudafrica

                                                  
E’ incredibile veramente! Ad un convegno contro il razzismo e la xenofobia, a cui sono stati invitati i Premi Nobel per la Pace, è stato negata la possibilità al Dalai Lama di partecipare.
Il Sudafrica, infatti ha confermato di aver negato al leader tibetano il visto d'ingresso nel Paese perchè la sua presenza "non sarebbe nell'interesse della nazione". ''Il mondo guarda al Sudafrica per i mondiali di calcio del 2010 - ha detto un portavoce del governo - e non vogliamo che altre cose distolgano l'attenzione. La presenza del Dalai Lama avrebbe invece portato altri temi alla ribalta”.
Le "altre cose" sarebbero i massacri consumati dalla Cina e la sua intollerabile prepotenza verso chiunque accenda i riflettori sul genocidio che sta perpetrando da 50 anni nei confronti del popolo tibetano.
Ed è quasi una beffa che una conferenza con al centro il tema del “calcio come strumento contro il razzismo e la xenofobia”, sia razzista nei confronti di un popolo che da decenni é vittima di una terribile occupazione.
Che messaggio lancia il Sudafrica che certe cause vanno discriminate perché attirano la sacrosanta attenzione del mondo?
La verità è che come al solito la Cina ha alzato la voce e come al solito il governo sudafricano, ha codardamente acconsentito alle pressioni di Pechino.
Come al solito governanti imbelli si rendono complici del massacro dei tibetani che non accenna a diminuire, mentre il mondo guarda altrove e inventa patetiche scuse per non dispiacere i tiranni cinesi.

I Nobel hanno risposto con l’intenzione di boicottare questa ennesima vergogna e spero proprio che sia l'inizio di una lunga serie di boicottaggi, nei confronti di un paese che calpesta in ogni campo i diritti umani.
Orpheus

Pubblicato il 24/3/2009 alle 11.12 nella rubrica Diritti Umani.

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