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Niente tetto agli stipendi dei manager Paperoni

                             
Con rammarico ho appreso che l'emendamento proposto dalla Lega di un tetto di 350.000 euro (e ditemi se é poco) agli stipendi dei top manager delle industrie 
non é passato in sede parlamentare, i suddetti potranno allegramente continuare ad intascare maxi-stipendi e bonus a volontà.
Pare sia "Inammissibile per materia", dal momento che la materia era il decreto salva-auto. Una questione 'tecnica' e si spera proprio che l'emendamento sarà ripresentato. Si spera ma non se ne ha la certezza.
Purtroppo, spesso con i soldi dei contribuenti, quelle stesse aziende che prendono aiuti di stato perchè in difficoltà, usano quei soldi, non solo per far crescere l'azienda, ma anche per staccare assegni a più zeri ai manager, gli stessi, che magari sono corresponsabili delle difficoltà delle aziende.
Non é un problema di "invidia" sociale, chi è bravo ed in gamba merita di guadagnare in proporzione alla propria abilità, ma quando si tratta di aziende sull'orlo del fallimento, che necessitano di quattrini pubblici, il discorso cambia e di molto.
Giusto intervenire per salvare posti di lavoro, ma per contrappeso, chi guida la 'baracca' deve darsi una regolata, per dirla in breve.
O no?
Come fa notare Giordano nel suo articolo 
"l
a crisi non è la fine del capitalismo, ma l’occasione che il capitalismo ha per liberarsi dai suoi vizi. Fra questi c’è, al primo posto, la perdita del senso di responsabilità. Eravamo arrivati al sovvertimento del principio cardine del rischio d’impresa: chi perdeva non pagava, anzi chi più perdeva più guadagnava. È questo il virus che ha portato il nostro sistema ad accartocciarsi su se stesso, il virus che ora va debellato".
Affondare un emendamento che andava in questo senso, é una notevole mancanza di responsabilità da parte del Parlamento.
Orpheus

Pubblicato il 18/3/2009 alle 18.13 nella rubrica PDL.

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