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La sharia uccide anche nei nostri paesi, ricordiamolo sempre

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Gülsüm picchiata a morte   Amina e Sara, sorelle rapite e uccise
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Sahar 33 anni                               Lydia 19 anni

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Morsal 23 anni pugnalata              Hatin sparata
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Banaz uccisa per aver amato         Aqsa uccisa perchè non voleva l'hijab

Che cosa ha portato alla morte queste povere ragazze: un padre, un fratello, un fidanzato o marito musulmano e la loro voglia di vivere la vita a modo loro.
Ne parlo perchè ho letto
un'intervista che mi ha lasciata sconcertata.
Le dichiarazioni della mamma del bimbo ucciso dal padre egiziano a San Donato Milanese, la sig. ra Antonella Penati, sono a mio parere fuorvianti, lei parte dal presupposto che la “differenza è nelle persone e non nella religione”, afferma anche che “la Sharia islamica, la cultura musulmana è una cultura molto complicata nel rapporto tra uomo e donna”.
Definirla “complicata” è, come si suol dire, un eufemismo che induce ad un grave errore di valutazione, per la sig.ra Penati, infatti occorre fare patti chiari prima del matrimonio: “Se i patti vengono messi prima per iscritto, sicuramente alleviano tanti dolori ai bambini. E’ l'unico consiglio che posso dare. Non voglio dire: non sposatevi con un egiziano, piuttosto che con un tunisino o un marocchino. Dico solo: mettete le cose in chiaro prima. Mettete tutto nero su bianco, così tutelate il vostri figli nel caso il vostro matrimonio non vada bene.”

Mi piacerebbe rivolgerle una domanda: “ Se lei avesse messo nero su bianco, come consiglia, suo figlio sarebbe vivo?”

No, non sarebbe vivo, Federico è stato ucciso come un animale, solo perché il padre non voleva consentire alla madre di educarlo secondo i principi che riteneva più opportuni, e una carta bollata, non avrebbe cambiato la situazione di una virgola.
Come non la cambia nei numerosi casi in cui i minori vengono rapiti dai padri musulmani per essere portati nei paesi di origine e là educati seconda la cultura vigente.
Come non cambia la sorte di tantissime donne e ragazze che, per il semplice fatto di rifiutare un matrimonio combinato, di chiedere il divorzio o banalmente voler vivere la propria vita come una qualsiasi ragazza occidentale, vengono barbaramente sgozzate, decapitate, picchiate a morte anche nei nostri civilissimi paesi e in barba alla nostra civilissima cultura. 
Le nostre leggi e carte bollate vengono usate dagli islamici nella maggioranza dei casi, unicamente per rivoltarcele contro e mai, e poi mai uno di loro si sognerebbe di rispettarle. Sposare uno di loro è come fare la roulette russa, se una è disposta a rischiare, si accomodi, ma per lo meno non metta di mezzo bambini innocenti.

La sfilza di giovani donne che ho messo in apertura é contenuta in questa galleria degli orrori, che bisognerebbe far vedere e leggere ad ogni donna che pensi di sposare un musulmano e continuare a fare la vita da occidentale.
Orpheus

Pubblicato il 13/3/2009 alle 19.26 nella rubrica Diritti Umani.

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