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Non dimentichiamoci di Aung San Suu Kyi e dei monaci birmani: una firma per loro

                                         
                                       "Per favore usate la vostra libertà
                                per aiutarci ad ottenere la nostra"

 
Obiettivo di due associazioni  (Assistance Association for Political Prisoner Burma eForum for Democracy in Burma) é
raccogliere 888.888 firme per chiedere la liberazione dei detenuti politici in Myanmar e ottenere la revoca degli arresti domiciliari di Aung San Suu Kyi entro il 24 maggio, giorno in cui scade il provvedimento restrittivo della giunta militare.
Si può aderire anche attraverso il social network Facebook (vedi
Free Burma's Political Prisoners Now!). 
PETIZIONE
La campagna ha preso il  via oggi 13 marzo, giornata per i diritti umani in Myanmar. Essa intende dare visibilità e portare a conoscenza dell'opinione pubblica i“soprusi ai danni dei dissidenti” ed esercitare “pressioni sulla dittatura militare al potere”.
Il numero di firme, richiesto ha un significato ben preciso e si rifà ad una data 8 agosto 1988 (8-8-88) giorno in cui la giunta ha massacrato circa 3000 persone che dimostravano in modo pacifico per la democrazia.
Ancora oggi vi sono oltre 2100 prigionieri politici detenuti nelle carceri birmane, dove sono sottoposti  a “interrogatori, torture e minacce fisiche e psicologiche". 
Ricordiamocelo perchè noi abbiamo smesso di 'essere tutti birmani' e non indossiamo più magliette rosse, ma NON per questo la repressione in quel paese é magicamente svanita.
Il popolo birmano ha ancora molto bisogno dell'attenzione e dell'aiuto delle democrazie occidentali.

Pubblicato il 12/3/2009 alle 17.58 nella rubrica Diritti Umani.

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