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Le femministe rosse elogiano il regime 'fallocratico' e teocratico di Khomeini

 

Basta con il pensiero diabolico di certe femministe italiane che appoggiano l’estremismo islamico che sta schiacciando la libertà della donna.
Se fossi al loro posto rifletterei su certe posizioni e andrei di persona a vedere com’è la situazione. Basta andare a Bergamo e Brescia e vedere le immigrate che vivono in uno stato di segregazione e sottomissione. Loro che vengono qui in Italia per trovare la libertà e sperano nell’aiuto delle donne che hanno lottato in nome del femminismo, si ritrovano abbandonate. L’8 marzo deve essere un monito perché l’emergenza riguarda la liberazione della donna islamica.
Sono sdegnata per le parole dette a Udine in occasione del convegno Calendidonna09, in cui si è elogiata la rivoluzione di Khomeini che avrebbe “fatto entrare le donne nel mondo della scuola e del lavoro”.
Si dovrebbero vergognare per aver citato un regime che ha annullato la figura femminile e i diritti umani.
Chi dice così non conosce la storia. La donna iraniana prima del 1979 guidava gli aerei, occupava posizioni amministrative! Oggi gli studenti non possono neanche manifestare, esprimersi. Sono rinchiusi in un chador. Io lo vorrei far provare a certe donne per qualche giorno, farle vivere un po’ in quelle condizioni. Forse si renderebbero conto del relativismo miope che ha coperto con il velo il libero pensiero.
Sto parlando di alcune donne della sinistra, che hanno combattuto per i loro diritti e ora appoggiano atteggiamenti oscurantisti. Per questo invito a una riflessione sulle donne: quelle morte l’8 marzo, ma anche quelle di cui continuiamo a leggere sulle pagine delle cronache negli ultimi tempi. L’appello va anche a Nojud Ali, la ragazza yemenita di 8 anni, che ha avuto il coraggio di chiedere il divorzio dal marito di 30 anni. Purtroppo le è stato impedito di andare in Austria, dove era stata invitata a raccontare il suo dramma.
In nome di questi drammi chiedo a certe donne di fare un passo indietro: l’appoggio all’estremismo ha fatto tornare Paesi come l’Iran al Medioevo.
La lapidazione delle donne iraniane continua.
Io ringrazio quelle donne arabe che ogni giorno lottano per fermare l’avanzata del fondamentalismo. Quando sono arrivata in Italia non mi sarei mai immaginata di occuparmi di donne maltrattate e per questo sentirmi criticata da altre donne.
Negli ultimi dieci anni con il loro silenzio assordante ci hanno fatto arretrare.
Difendere le tradizioni non vuol dire difendere l’oscurantismo. In nome del politically correct si sono rinchiuse in un’ideologia altrettanto estremista, che non è per niente a favore della donna, del bambino o di quegli uomini che muoiono per difendere le donne.
Va ricordato che in Algeria sono stati sgozzati 350mila moderati a causa dell’estremismo.
Però nessuno fa un convegno per ricordare questo genocidio. Se non corriamo ai ripari tra qualche anno ci troveremo tanti piccoli kamikaze in casa nostra.
Con il nuovo governo stiamo cercando di dare spazio, insieme alla sicurezza, al tema dell’integrazione. L’86% delle donne immigrate sono analfabete. Urge un piano Marshal per l’istruzione, e bisogna smettere di applaudire a una politica come quella di Khomeini.
Riassunto da Souad Sbai-Libero

Dopo il trionfo della Rivoluzione Iraniana, nel 1979, il regime dei mullah ha introdotto oltre cento reati punibili con la pena di morte, tra cui l'omicidio, il traffico di droga, lo spionaggio, ma anche l'omosessualità, l'adulterio e la blasfemia contro l'Islam.
Le galline rosse che plaudono al regime di Khomeini, sono le stesse che scendono in piazza contro la Chiesa cattolica perchè 'discrimina i gay' o denunciano Berlusconi perchè con le sue battute 'lede' la dignità femminile.
Sono le stesse che ad ogni esecuzione Usa, si stracciano le piume, contro la pena di morte, quando in Iran ce ne sono 16 a settimana
Non so se sono più stupide o moralmente e intellettualmente disoneste.
Orpheus

Pubblicato il 9/3/2009 alle 21.17 nella rubrica Islam.

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