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"Io gridavo, loro erano fieri perché ho solo 15 anni"

 

Ci sono attimi nella vita, che la cambiamo profondamente e per sempre, attimi che lasciano il marchio del terrore, e che la notte ci fanno risvegliare coperti dal sudore gelido del panico incontrollabile.
La mia vita è cambiata nel momento in cui, io e Mimmo ci siamo seduti su quella panchina, il giorno di San Valentino con il cuore e la mente pieni d’amore e di sogni, e ci siamo ritrovati nel peggior incubo della nostra vita.
Loro le bestie si sono avvicinati, incuranti della nostra giovane età e della nostra vulnerabilità, o forse proprio per questo: eravamo prede facili.
Ci hanno derubato e obbligato, minacciandoci di morte, a seguirli in un punto appartato del parco, nascosto alla vista della gente, improvvisamente una delle due bestie, ha colpito Mimmo alla “schiena con un pugno dopo averlo costretto a sdraiarsi”, mentre l’altro mi costringeva ad allontanarsi ulteriormente con lui”.
Ero “terrorizzata”e ho seguito“il ragazzo dai capelli biondi”che mi ha stuprata “con rabbia”. Mentre l’altro teneva bloccato Mimmo costringendolo a guardare il mio stupro: io urlavo, urlavo, urlavo in preda al dolore e al panico, supplicandolo di smettere quella tortura, e il mio aguzzino si vantava, era “orgoglioso e fiero” che io avessi solo 15 anni.
Poco più di una bambina, che tutto si aspetta dalla vita, tranne di essere stuprata da una bestia in un parco pubblico alle sei di sera.
Appena” terminata la violenza l’uomo dai capelli biondi si scambiava i ruoli con il complice, passando lui a tenere bloccato Mimmo, arrivando a “fumargli sul volto” mentre l’altro mi costringeva ad un nuovo violento stupro.
Finito di violentarmi ci hanno intimato di “ incamminarci tenendo un atteggiamento tranquillo per non destare sospetti”, ci hanno ordinato “di rivestirci e di riacquistare un aspetto più dignitoso, chiedendomi cosa avrebbe detto mia madre vendendomi senza calze”. E infine mi hanno chiesto dei fazzoletti di carta, “in quanto volevano pulirsi”...”.
E l'ultima terribile minaccia:"Non seguiteci, siamo abituati ad ammazzare le persone".

Questala deposizione della quindicenne stuprata, che ho messo in prima persona, sperando che i “buonisti” del facciamo entrare tutti, s’immedesimino in Alice e in tutte le vittime come lei, e si rendano conto QUANTO sia costata e costi in termini di sofferenza alle vittime, l’utopia devastante e buonista che ha ridotto le nostre strade ad un “parco giochi” per la feccia arrivata (e che arriva) nel nostro paese con il preciso e UNICO intento di delinquere.
Una feccia che ha in se una barbarie inconcepibile, è di ieri l’ultima notizia, di un italiano, un povero pensionato di 63 anni, dal buon cuore, che è stato ucciso a martellate, smembrato e messo a pezzi in una valigia.
C’è poco da dire, solo che DOBBIAMO difenderci e se i nostri politici fanno orecchie da mercante(leggi Fini), dobbiamo far arrivare loro, la nostra voce alta e forte: via dal nostro paese i clandestini che invadono le nostre città, mettendo a repentaglio la nostra vita e quella di chi amiamo.
Orpheus

Pubblicato il 22/2/2009 alle 12.35 nella rubrica EVIDENZA: emergenza stupri.

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