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Testamento biologico, Englaro testimonial del "popolo" dell'eutanasia

 

La settima scorsa sul Corriere  il sig. Englaro ci aveva avvertiti: “scenderò in campo”, il silenzio invocato per la morte della figlia, è durato pochi giorni.
si appresta a continuare l’offensiva rilasciando interviste al vetriolo: “"La legge sul testamento biologico che il parlamento si appresta ad approvare è una vera e propria barbarie”. I cittadini, secondo lui, hanno le “idee molto più chiare dei nostri parlamentari, devono tutelare i propri diritti fondamentali che questa legge mette in discussione preparando il terreno per un vero e proprio Stato etico”.
Sembra di sentir parlare Pannella, manca solo lo slogan “No Vatican, No Taliban”.
Questione di punti di vista come sempre, per me è ingiusto usare la disgrazia di un congiunto per portare avanti battaglie personali.
E’ ingiusto lasciarlo anni in un letto, fra parentesi dalle suore che fanno parte di quello “Stato Etico” che si combatte, ma che evidentemente va bene se presta le cure dovute al congiunto, in SUA vece.
E’ ingiusto lasciarlo morire senza nemmeno il conforto di una mano amica.
E’ ingiusto non andare al suo funerale, a causa della “pubblicità”, quando poi si scende in piazza, e si rilasciano interviste.
E’ ingiusto imporre il silenzio a chi dissente, in rispetto al “dolore di padre”, dopo aver fatto per anni una questione PUBBLICA di quel "dolore".
Infine il sig. Englaro parli a nome suo e dei suoi “discepoli” e non dei cittadini, perché la maggioranza dei cittadini, non la pensa come lui. E presto lo toccherà con mano. Ha orrore di una legge che permette di far morire un altro essere VIVENTE (anche se gravemente disabile) di fame e di sete, con una lenta agonia. Perchè é questa é la verità. In tutti questi anni l’ho sempre visto parlare con voce, ferma, polemica, mai un tremore, mai un accenno di lacrime nel suo sguardo tagliente, quando parlava “della ragazza” , Eluana.
 Non è stata la sola ad essere in stato vegetativo persistente, non è la sola in Italia centinaia di giovani sono tuttora nelle sue condizioni. Ma é stata l'unica ad avere un padre come lui. Povera Eluana.
Con tutto il dovuto rispetto per questo tipo di tragedie, chi fa del suo dolore una pubblica battaglia, non ci si può, poi nascondere DIETRO, per evitare le critiche.
Orpheus

Pubblicato il 20/2/2009 alle 11.25 nella rubrica Etica e religione.

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