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Lampedusa brucia: fuori dal nostro paese i violenti

 Il centro di identificazione ed espulsione in fiamme: una palazzina è andata distrutta. Secondo il questore di Agrigento sono stati gli immigrati ad appiccare il fuoco (Ansa)

Lampedusa brucia, nel centro di identificazione ed espulsione sono scoppiati violenti scontri tra immigrati e forze dell'ordine, quando alcuni tunisini hanno tentato di sfondare i cancelli per scappare.
I feriti sono 24 di cui 22 tra poliziotti e carabinieri .
Dopo gli stranieri hanno ammassato materassi, cuscini e arredi dando fuoco alla struttura in tre punti diversi: si è sviluppato un vasto incendio che ha causato molti danni. Il capannone centrale è stato distrutto e l'incendio ha colpito anche altri edifici.
Una GUERRIGLIA in piena regola nata dalla protesta di circa 300 tunisini, contro il rimpatrio coatto di 107 loro connazionali, avvenuto martedì.
La Tunisia non è un paese in guerra e non è un paese SOTTOSVILUPPATO, ci sono accordi precisi con il governo tunisino, e tutti questi facinorosi, sono entrati CLANDESTINAMENTE, in barba alle nostre leggi.
Tunisini e marocchini sono ai primi posti fra i poveri "migranti " che stuprano in Italia, siamo obbligati a tenerceli in nome di che?
Il sindaco De Rubeis ha rilasciato dichiarazioni inqualificabili per un uomo delle istituzioni, addossando la colpa di quanto accaduto al Governo e al Ministro Maroni, e dovrebbe rispondere delle sue avventate parole, in sede legale. Visto che il Cie, è un “lager” li accolga tutti a casa sua.
La colpa non é di Maroni ma di un manipolo di delinquenti e facinorosi, che non volendo essere rimpatriati hanno devastato un edificio pubblico sul suolo italiano,   visto tali fatti sarebbe oltremodo pericoloso permettere loro di circolare in Italia.
Quanto al Pd chiede al Governo di riferire: “la vicenda rappresenta un caso di gravità senza precedenti nella nostra storia di gestione di politiche dell'immigrazione”, per forza fin’ora abbiamo “scherzato” le espulsioni erano sulla carta e i clandestini in giro per il paese a delinquere.
Adesso il “gioco si fa duro” e la certezza dell’espulsione scatena violente reazioni, ma l’Italia è il nostro paese, e decidiamo noi chi può rimanere e chi deve tornarsene al suo paese, con le buone o con le cattive. Senza arrivare a sparare addosso ai migranti come nella Spagna di Zapatero, bisogna avere il pugno di ferro e non cedere alla violenza delle rivolte.
Perché la violenza, quando si richiede asilo è VERAMENTE fuori luogo.
Siamo arrivati al punto che certi "animali" stuprano per dispetto, ragazzine di 14 anni e ce lo sbattono anche in faccia, forti di magistrati che li liberano, com'è successo ad uno di questi due schifosi, liberato da un magistato di Bologna.
Orpheus

Pubblicato il 18/2/2009 alle 19.39 nella rubrica EVIDENZA: emergenza stupri.

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