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Quanta disinformazione sugli stupri e sulla pelle delle donne

 
E’ scioccante come ci sia una campagna di disinformazione sugli stupri portata avanti da una sinistra, che “diluendo” la responsabilità degli stupri con le violenze domestiche a carico degli italiani, costruisce un comodo ALIBI morale agli immigrati.
La Stampa continua a riportare dati ormai obsoleti, la realtà è che la quota degli stranieri sul totale delle persone denunciate per stupro sono passate, negli ultimi 20 anni, dal 9 al 40%.

Gli ultimi dati dell'Istat sulle violenze, relativi al 2007, segnalano che un milione e 400 mila donne italiane (il 6,6% delle donne con età fra 16-70 anni) hanno subito una violenza fisica e sessuale prima dei 16 anni. I parenti (zii, padri, nonni) sono responsabili nel 23,8% mentre gli sconosciuti del 24,8%. E fra gli sconosciuti che perpetrano uno stupro OCCASIONALE, gli immigrati hanno questo triste primato.
In testa alla classifica degli stupratori stranieri, i romeni (più che raddoppiati in tre anni), seguono i marocchini e gli albanesi. Lo rileva il sociologo, Marzio Barbagli, dell'università di Bologna, in una pubblicazione uscita alla fine del 2008, Immigrazione e sicurezza in Italia in cui sono stati elaborati dati del ministero dell'interno.
Si tratta “di una quota altissima” anche se, in generale, “non siamo in grado di conoscere se gli stupri siano realmente aumentati, come appare dalle notizie di cronaca. Va infatti ricordato che solo una piccola parte delle violenze è denunciata”.
E qui apro una parentesi, mi si deve spiegare che senso ha , fare congetture su quello che non è dimostrabile perché NON ci sono le denunce.
Molte donne in passato hanno subito maltrattamenti in silenzio, ma i tempi sono cambiati, ed io sono convinta che le ITALIANE, che subiscono in silenzio, sono fortemente diminuite. Malgrado la magistratura ce la metta tutta a penalizzare le donne, con sentenze vergognose e scarcerazioni facili, ormai la maggior parte delle italiane, si ribella al proprio aguzzino.

Rispetto alla nazionalità degli autori di violenze sessuali (dal 2004 al 2007) spicca l'avanzamento significativo dei cittadini romeni (da 170 a 447). La classifica segue con i marocchini (243-296), gli albanesi (127-153), i tunisini (80-121), peruviani (22-40), equadoregni ( 30-35), indiani (25-42), algerini (23-19).
Per quanto riguarda le vittime, Barbagli sottolinea che nella maggior parte dei casi, le violenze sessuali avvengono all' interno della stessa nazionalità. Ad esempio, dal 2004 al 2006, delle violenze commesse da romeni, il 35,4% ha interessato italiane ma nel 46,6% le stesse romene.
E qui apro un'altra parentesi la violenza domestica, a mio parere, è più presente nelle famiglie di immigrati, per tante ragioni, non ultime quelle di carattere culturale e religioso, e perché le denunce delle donne immigrate, soprattutto se irregolari, sono ancora minori rispetto a quelle delle italiane perché temono conseguenze. Di fatto poi “la violenza su italiane - commenta Barbagli - trova più spazio sulla stampa, fa più clamore e gli italiani, siano padri o mariti, si identificano di più con i padri e i mariti colpiti (…)”.
Una particolare che ho notato anch’io con la mia ricerca casalinga su Google, gli stupri di straniere da parte di stranieri, vengono ignorati dalla stampa, a meno che non siano accaduti contemporaneamente a quelli di italiane”.
Se non è razzismo CONDANNARE le donne immigrate a subire violenze dai propri connazionali, in nome del politicamente corretto, che vuole NEGARE QUESTA EVIDENZA, ditemi voi cos’è?

Un razzismo che subiamo anche noi italiane. Un razzismo verso tutte le donne.

Orpheus

Pubblicato il 16/2/2009 alle 12.31 nella rubrica EVIDENZA: emergenza stupri.

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