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Lettera aperta a Madamà Carlà Brunì in Sarkozy

 

Cara Madamà Carlà Brunì in Sarkozy
Non mi sembra che nessuno in Italia le abbia conferito il titolo di nostra ambasciatrice all’estero, e nemmeno di portavoce o commentatrice delle azioni del governo italiano, sul COME e QUANDO possano o debbano essere intraprese.
Pensi “aux petits choux” suoi e del suo autorevole consorte, evidentemente incapace di tenere a freno una moglie, che mette costantemente il naso negli AFFARI di un altro Stato, creando incidenti diplomatici.

Si dedichi alla beneficenza, accarezzando bambini denutriti e malati in completini di “haute couture”, con i quali si potrebbe sfamare un intero villaggio per sei mesi.

Oppure da brava comunista, dia in beneficenza gli 11.5 milioni di dollari incamerati per la vendita del Castello di famiglia (veri proletari!) di Castagneto del Po, una magione bellissima, di 40 stanze che il Comune di Castagneto non ha potuto rilevare a causa del prezzo alto.

Capisco lei si vergogna di essere italiana, è per questo che ha venduto il Castello ad uno sceicco.
Come non comprenderla lei nobile e ricca rappresentante della sinistra elitaria e snob, sempre in prima linea a difendere i “boia” brigatisti con le mani grondanti sangue di tanti poveri rappresentanti e tutori del“popolino”,  quel popolino così volgare, così “nazional-popolare”, tutto sudato e impegnato a sbarcare il lunario, completamente sprovvisto di quegli “alti” ideali, che la indirizzano verso le nobili battaglie pro ex-brigatisti.
Non si “preoccupi” per l’Italia solo quando può tirare frecciate al curaro (veramente fuori luogo, pour “une première dame”) al Governo Berlusconi, non affatichi il suo cervelletto, potrebbero venirle le rughe sul quel suo bel viso di marmo…o meglio di bronzo.

Con “affetto e dedizione”

sempre sua Orpheus

PS. Mi consenta una volgare curiosità, perché ha lasciato l’Italia all’età di tre anni pour la Ville Lumière?
Ah, si perché aveva paura di essere rapita dai Brigatisti Rossi, forse è per questo che adesso li difende. Mentre lei passeggiava spensierata per i Champs Elysées, tanti italiani crollavano per terra nel proprio sangue, colpiti alle spalle dai suoi "eroi".
... E sbaglio (mi corregga in tal caso) o il suo insigne consorte appartiene alla destra triviale e razzista, come Berlusconi?
E come aveva definito i “poveri migranti” delle banlieus? “Racailles”, “Feccia” vero?
Ha ragione a tacere,  mica si sputa nel piatto dove vi mangia, lei da gran dama, sputa nel piatto degli italiani.

PS. del PS. Guardi che, se lei visto la volgarità di questo paese e Governo, vuol rinunciare alla sua cittadinanza, sono già pronti fuochi artificiali e spumante a iosa (purtroppo niente Champagne millesimé, per festeggiare l’evento) in alternativa salsicce alla griglia e barbera, e ci scusi se siamo così nazional-popolari e non La meritiamo.

Pubblicato il 13/2/2009 alle 18.27 nella rubrica Satira.

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