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APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER SALVARE LA VITA DI ELUANA ENGLARO

 

Fin'ora ho letto e sentito che per i disabili come Eluana non c'è possibilità di risveglio, adesso leggo che, si, ammettono, possibilità di risveglio c'è, però in tal caso non recuperebbe che il 5% delle sue capacità neurologiche.
Ma che ne sanno tutti questi neurologi in pectore della complessità del cervello umano, della sua capacità di adattamento e di ripresa? ...pfff un misero 5% che sarà mai.
Non c'é sicurezza sulla sua volontà, ci sono possibilità che si risvegli, però... c'è sempre un però.
Hanno scelto la morte, adesso arrivano a scegliere anche quando la vita é degna di essere vissuta...solo un 5% di recupero.
Troppo poco 'liberiamola' dal peso di vivere in nome del nostro personale concetto di pietà e di qualità della vita.

Se non si sgambetta in discoteca o non si va alle Maldive, che schifo la vita.
Impensabile che sia degna la vita di ragazzi meravigliosi come Massimiliano, bellissimo nella sua malattia: non fa ginnastica, non scia, non va all'università, non é un "purosangue" della libertà, ma vive amato e curato dalla sua famiglia e ogni giorno pian piano recupera qualcosa della sua vita precedente.
Sarebbe morto per chi non ritiene degna di essere vissuta, la sua vita di disabile, e magari si sentono anche tanto, tanto misericordiosi nel voler spegnere queste vite "imperfette". 
Ma chissà perchè a me ricordano i nazisti con la loro "fissa" per la purezza della razza, che appena preso il potere hanno sterminato disabili e malati di mente.


Intanto, Terry Wallis, un quarantacinquenne americano che nel 2003 si è risvegliato dopo diciannove anni dal coma. È passato da uno stato di incoscienza all’improvviso recupero della parola.
I dottori avevano detto che non si sarebbe mai risvegliato. Invece, quasi vent’anni dopo l’incidente stradale del luglio 1984 non solo si è svegliato, ma si è messo a parlare. Come prima cosa ha detto “mamma”, chiamando colei che si era ostinatamente opposta a qualsiasi tentativo di eutanasia. Poi ha detto “Pam”, il nome dell’infermiera che in quegli anni si era presa cura di lui. La trattografia (una risonanza magnetica con tecniche molto avanzate) e gli altri esami clinici hanno dimostrato che le fibre cerebrali si sono riorganizzate e hanno ripreso a funzionare senza l’intervento di alcun farmaco.

Eh, già adesso chiediamoci quanto Terry ha recuperato, se il 5% o il 10% o il 15%...e invece dobbiamo porci solo una domanda: quanto siamo disposti a sacrificare della nostra vita per amore?

Per chi crede nella vita e nell’amore, metto una petizione per impedire per Eluana. Io ho firmato

Orpheus

Pubblicato il 8/2/2009 alle 17.59 nella rubrica Etica e religione.

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