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D'Alema ci risparmi le "lenzioncine" sulla pace



Dopo le sortite dei giorni scorsi, dopo il battibecco con l’ambasciatore israeliano, ieri D’Alema ci ha regalato un'ulteriore performance della sua inossidabile faccia di bronzo , parlando ad Assisi alla manifestazione contro la guerra a Gaza promossa dal Tavolo della "pace" (pace é virgolettato e minuscolo perchè sappiamo come intendano la pace questi signori).
Infatti il neo-pacifista D'Alema deve essersi scordato che nei cinque mesi in cui sedeva a Palazzo Chigi, i bombardieri italiani, partivano dalle basi italiane e andavano a scaricare bombe sulla testa dei serbi. L'hanno fatto per ben 78 giorni.
Sì, il 24 marzo 1999 il líder Maximo era salito al soglio solo da 150 giorni, dopo aver fatto cadere Prodi, ma gli furono sufficienti per dichiarare guerra a Belgrado.
Guerra? Be’, forse dovremmo correggere il termine per rispettare il noto dizionario D’Alema-Hamas, come ha rilevato, primo fra tutti, Andrea Marcenaro sul Foglio.
"È un uso sproporzionato della forza, una spedizione punitiva contro Hamas - ha affermato l’ex premier-. Difficilmente si può definire “guerra” un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra".
La fata smemorina è passata in casa D’Alema, tutto a un tratto s’è scordato di aver ordinato assieme alla Nato di bombardare un Paese vicino, nel cuore dell’Europa: 600 raid aerei al giorno, per 78 giorni. Oltre 500 vittime civili, ospedali, tv, fabbriche, ambasciate, appartamenti, treni, autobus distrutti, un’economia al tappeto. Eh già. Sì può definire guerra un conflitto in cui muoiono oltre 500 civili da un parte e nessuno dall’altra
Ma sì, che diamine, in questo caso sì.
Che importa se anche Amnesty international accusò la Nato di violazione dei diritti umani per "l’impatto sproporzionato sui civili" degli attacchi aerei contro la Serbia.
Ad Assisi oltre che smemorato deve aver fatto anche un po' di confusione:"Non siamo noi isolati - ha attaccato -, ma lo è questa Italia cinica, reazionaria e ignorante.(...)"
L'Italia cinica é quella che rapprenta così bene con la sua persona  e quella ignorante é quella che ancora dà credito alle parole di chi predica bene e razzola male, l'Italia degli ipocriti senza una stilla di onestà intellettuale.
Quelli che sentono, vedono e si mobilitano  solo per la sofferenza di un popolo e girano la testa dall'altra parte, davanti a qualsiasi altra bruttura insanguini il pianeta (per non parlare delle giustificazione a iosa, per gli amichetti di ideologia).
(alcune parti riassunte dal Giornale)
Orpheus 

Pubblicato il 18/1/2009 alle 18.42 nella rubrica Israele nel cuore.

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