Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

In Brasile il sole fa brutti scherzi...

 
Il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo che ha ammazzato quattro persone e ha condannato a vita un ragazzo di 20 anni sulla sedia a rotelle.
Battisti si trova agli arresti in un carcere della capitale brasiliana dal marzo dell'anno scorso. "È tradizione del Brasile considerare di concedere lo status di rifugiato politico ogni volta che riteniamo che esiste un fondato timore di persecuzione politica contro un cittadino", ha spiegato Pedro Abromovay, segretario agli affari legislativi del ministero della Giustizia.
Per Pedrito assicurare un efferato assassino di innocenti alla giustizia é "una persecuzione politica". Il sole fa brutti scherzi da quelle parti...
Nella nota con cui c'è stata data "lieta" novella,  viene addirittura definito "lo scrittore italiano Cesare Battisti" , peccato che le sue mani non sono macchiate solo d'inchiostro, ma anche di sangue innocente, un particolare secondario, evidentemente, per i brasiliani.
Battisti, però se l'è giocata bene la partita,  qualche giorno fa in un'intervista al settimanale brasiliano Epoca, ha dichiarato di essere sicuro di "finire morto" nel caso di un rientro in Italia, dichiarandosi "certo che se tornassi, finirei vittima di una vendetta". Di chi e perchè dopo tanti anni ovviamente è un paritcolare "insignificante", basta la parola... di un criminale assassino, che l'ha fatta franca fin'ora e spera di continuare a non pagare il suo debito alla società civile.
Nel 2004 ho sofferto in Brasile - ha continuato - un tentativo di sequestro da parte dei servizi segreti paralleli italiani".
 Wow...questi poi sono un "must" per i sinistri: buoni per tutte le stagioni.
Ricordiamo le vittime di questo infimo assassino:
Andrea Santoro fu il primo a cadere sotto i colpi dei Pac. A 52 anni viveva una vita tranquilla con la moglie e i tre figli, a Udine, dove comandava con il grado di maresciallo il carcere di via Spalato. Il 6 giugno del '78 lo attesero sotto il carcere e quando arrivò lo freddarono con una pistola militare. A sparare, secondo gli inquirenti furono proprio Battisti e una complice, con la quale si scambiò false carezze fino al momento di colpire.
Il 16 febbraio 1979 la prima, duplice azione: a Milano fu ucciso il gioielliere Pierluigi Torregiani; a Mestre il macellaio Lino Sabbadin. Nella rivendicazione fu scritto che "era stata posta fine" alla loro "squallida esistenza".
Il gioielliere e il macellaio avevano in comune una cosa: spararono e uccisero un rapinatore. E per questo furono puniti; una vendetta insomma.
Torregiani fu ammazzato poco prima delle 16, davanti alla sua gioielleria nel rione Bovisa. Gli spararono mentre usciva dal negozio assieme al figlio poco più che adolescente, che si salvò. Ma fu ferito alla spina dorsale e rimase paralizzato. Due ore dopo, alle 18 fu la volta di Lino Sabbadin. Due giovani entrarono nella sua macelleria a Santa Maria di Sala e gli spararono con una calibro 6,35. 
Il '79 dei Pac non era ancora finito: il 19 aprile fu la volta di Andrea Campagna, agente della Digos milanese, uno «sbirro». Uno sconosciuto si avvicinò al poliziotto appena 25enne in via Modica, nel quartiere della Barona, e sparò. Cinque colpi di pistola calibro 375 magnum lo colpirono nella zona sinistra del torace, in corrispondenza del cuore. Per lui non ci fu nulla da fare.
E il loro assassino é stato definito un "rifugiato politico". Che schifo.
Orpheus

Pubblicato il 14/1/2009 alle 22.17 nella rubrica Vittime del terrorismo.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web