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Il sagrato del Duomo ostaggio della rabbia islamica

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Sabato 3 gennaio i musulmani residenti a Milano hanno protestato contro Israele per l’offensiva lanciata in questi giorni.
L’hanno fatto non invocando una tregua e la pace, ma spargendo odio a piene mani contro il popolo israeliano, come fanno i militanti di Hamas, primi responsabili dei gravi fatti di questi giorni.
Uno striscione con la stella di Davide e la svastica nazista a Milano (Salmoirago)
L’hanno fatto bruciando bandiere israeliane, incitati e guidati da un condannato per terrorismo, l’imam di viale Jenner, che a quanto pare è libero come un fringuello di continuare a predicare il jihad islamico nelle nostre strade.
Un momento della manifestazione a Milano (Salmoirago)


Non si capisce però perché tale manifestazione sia culminata e terminata, non davanti all’ambasciata israeliana ma in piazza Duomo, occupata senza permesso, dopo aver sfondato i cordoni di polizia e trasformata in una mosche a cielo aperto.
Il Duomo ha dovuto essere chiuso “per precauzione” alla faccia del dialogo, anche se era l’ora della Messa vespertina.
Un fatto analogo è successo anche a Bologna dinanzi alla cattedrale di San Petronio, che qualche anno fa fu bersaglio dell'integralismo islamico a causa di un affresco di Giovanni da Modena raffigurante Maometto tra i dannati, ripreso dal canto XXVIII dell' ''Inferno'' dantesco.
Ora, affermare che tutto questo sia stato “casuale” come ha dichiarato il suddetto imam, mi sembra una solenne presa per i fondelli.
E’ stata una provocazione che dimostra quanto illusorio sia il “dialogo” fra musulmani e cattolici e quanto reale sia la resa del cattolicesimo (e in generale dell’Occidente) che per ''non offendere i musulmani cancella i presepi, i riferimenti a Gesù nelle canzoni di Natale e il prosciutto dalla mensa dell'asilo, ma che non ha nulla da eccepire se il Duomo è costretto a chiudere''.
Sarà contento Tettamanzi che il mese scorso chiedeva a gran voce la moschea di quartiere. “I musulmani l’hanno preso in parola e senza aspettare le autorizzazioni comunali con una bella preghiera collettiva si sono presi piazza del Duomo, perché se bisogna cambiare l’anima di una città bisogna cominciare dal cuore. Di fronte alla chiusura forzata della sua cattedrale, al fatto che ai fedeli cristiani durante la manifestazione è stato impedito di pregare davanti al Crocefisso, Tettamanzi ha taciuto”.
Ed è un silenzio che ha il sapore amaro del tradimento. Bisognerebbe scrivere in Vaticano e chiedere la rimozione di chi NON è capace di difendere i valori e i diritti del cattolici. Mandiamo Tettamanzi a professare il “dialogo” in luoghi dove portare una croce al collo, fa rischiare la vita, chissà che non perda un po' del suo "entusiasmo"...
virgolettato da il Giornale
Orpheus

Pubblicato il 6/1/2009 alle 20.15 nella rubrica Eurabia.

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