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Epifani sciopera contro la “iella”: non solo è inutile ma anche dannoso

Una mobilitazione “inutile”, dal punto di vista sindacale, quanto “uno sciopero contro la iella” (parole di Raffaele Bonanni), inutile ma costosa, perché peserà sull’economia per 360 milioni di euro.
Per l’eminenza rossa del sindacalismo estremista, la protesta non è inutile perché ha l’obiettivo di chiedere “al governo di affrontare la crisi che, come si vede giorno dopo giorno, sta avendo effetti molto pesanti sull'occupazione, sui giovani precari e sulla vita delle imprese, sui redditi dei dipendenti e dei pensionati, di intervenire come stanno facendo gli altri Paesi europei”.
Quindi per far ciò niente di meglio che assestare una mazzata di 360 milioni di euro alla già precaria economia italiana, così, tanto per contarsi in piazza, dar fiato alle trombe del solito antiberlusconismo, antifascismo e antirazzismo, antigelmini, pro-Alexis ecc. e permettere a Di Pietro il solito show sulla dittatura dolce, con il quale offusca il cervello, a chi lo ha già annebbiato dall’odio contro il Premier e le destre (e intanto fa campagna elettorale andando alla manifestazione di Chieti, a breve dall'elezioni regionali).

A Epifani consiglierei di volgere lo sguardo verso i sindacati tedeschi (visto che cita i paesi europei), che non bruciano milioni di euro in pagliacciate auto-glorificanti e demonizzazioni a prescindere, le solite “chiacchiere e distintivo”, ovviamente rosso.
La Germania ha deciso di far ricorso dal primo gennaio nelle aziende in crisi alla settimana lavorativa di quattro o addirittura tre giorni. Si vuole evitare il ricorso ai licenziamenti. Senza mitizzare questo strumento, che peserà anche sulle casse dello Stato e prevede un sacrificio salariale per gli operai stimabile tra il 5 e il 10% è il metodo che colpisce: invece di un grande corteo e del successivo comizio ad alti decibel i sindacati hanno scelto di concordare una soluzione concreta.
Le organizzazioni tedesche (dalla IgMetall alla Ver.di) godono di una forza persino superiore a quella delle consorelle italiane e se accettano di cooperare non lo fanno perché sconfitti ma per autonoma valutazione dei costi e dei benefici (ossia sono veramente dalla parte dei lavoratori e non da quella del “padrone” politico)
La stessa valutazione che ha portato i metalmeccanici a chiudere il contratto, poche settimane fa, con una secca riduzione delle richieste salariali.

Un’ignominia in Italia, i cui sindacalisti sanno solo avanzare richieste, anche davanti ad una crisi mondiale di questa entità, e portare il solito circo barnum sinistrato di poveri acefalici, in piazza.Della seria mi eviro per far dispetto a mia moglie.
Per Veltroni che ormai apre bocca solo per accusare Berlusconi e il governo di qualsiasi nefandezza: “Lo sciopero generale di domani è responsabilità del governo, che cerca di dividere i sindacati e spinge quindi alla radicalizzazione” Ma lui farebbe “ben altro”.
Aspettiamo di sapere, COSA. Tanto per cambiare. Perché a criticare siamo buoni tutti.
Orpheus
PS. Gli altri paesi europei che hanno proclamato lo sciopero generale “sono”: la Grecia.

Pubblicato il 12/12/2008 alle 12.12 nella rubrica Sinistra indegna.

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