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60 ore di terrore


Adesso che è tutto finito mi sembra giusto fare il punto di questa ennesima tragedia causata dal terrorismo islamico.
E sottolineo terrorismo islamico, perché quello che mi ha colpito è stata la “discrezione” con cui i media hanno affrontato all'inizio questo aspetto, rilevante, di quanto accaduto in India.
I terroristi erano tutti di età compresa tra i 18 e i 28 anni, lo riferisce l'emittente tv indiana Ndtv aggiungendo che gli attentatori erano in possesso di tessere di riconoscimento di istituti universitari. Quindi nessuno di loro si è trasformato in terrorista per fame, per disperazione, per povertà, almeno due dei 25 autori delle stragi di Mumbai sono inglesi. Di origine pachistana, ma con passaporto e residenza britannici.
Uno schema già visto tante volte, a New York, a Madrid, a Londra. Questi assassini vengono istruiti a fare carneficine, nei nostri tolleranti paesi e poi, vanno in giro per il mondo a seminare morte, in nome di Allah. Il terrorista catturato vivo ha ammesso di essere un militante del Lashkar-e-Taiba, gruppo fondamentalista islamico pachistano, volevano uccidere 5000 persone, con 25 kg di espolsivo gli è andata “male” ne hanno ammazzate solo 195. Però in “compenso” alcuni degli ostaggi del Taj Mahal hotel sarebbero stati torturati dai terroristi prima di essere uccisi. Lo afferma una televisione indiana privata locale. In una foto mostrata dalla Today TV si vede il corpo di un uomo nudo e insanguinato che giace bocconi, con le caviglie legate.

Infine come si è potuto leggere oggi, il principale obiettivo erano gli ebrei, “incidentalmente” ci sono andati di mezzo anche occidentali e indiani. Come sempre d’altronde quando c’è di mezzo il terrorismo islamico. E’ comunque sbagliato pensare che sia solo un problema degli ebrei, perché come si è già visto, per ammazzare un ebreo, i terroristi spediscono all’altro mondo, anche occidentali, musulmani stessi e chiunque si ritrovi nelle immediate vicinanze. Senza contare che trovo questa caccia all’ebreo, che lascia il mondo indifferente, disgustosa.
Come trovo disgustoso lo spirito 'giustificazionista' che pervade tutte le anime belle, che da sempre si cantano e si suonano il ritornello del povero “resistente” costretto dalla fame e dalle ingiustizie ad ammazzare i kattivoni occidentali ed ebrei: non è così queste belve assetate di sangue innocente, ormai le sfamiamo e istruiamo noi nelle nostre accoglienti città. Non sarebbe il caso di essere un po' meno tolleranti?
Orpheus

Pubblicato il 30/11/2008 alle 17.15 nella rubrica Islam.

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