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Chi l’avrebbe mai detto La Sapienza è di centro-destra


L’onda studentesca anti-Gelmini doveva essere foriera di un nuovo ’68, da uno tsunami s’è trasformato in “bagnasciuga” e l’unico effetto che ha avuto è stato rendere lampante l’italiano zoppicante di tanti fieri scrittori di cartelli di protesta.
A parlare della sconfitta della sinistra sono i dati, quelli venuti fuori dalle urne per le elezioni delle rappresentanze studentesche della Sapienza per il triennio 2008-2011.
Regno incontrastato (così sembrava) degli studenti di sinistra, ma in effetti sono quattro gatti che fanno casino per tutti, una minoranza sgrammaticata, caciarona e prepotente.
Nell’ ateneo più grande d’Europa il 25 e il 26 novembre scorsi, infatti hanno votato 13.348 studenti, il 10,6% degli aventi diritto (il quorum era al 10%) per eleggere sei rappresentanti in Consiglio di amministrazione, cinque in Senato Accademico, due nel Comitato per lo sviluppo dello sport universitario e la componente studentesca nei Consigli di facoltà scaduti.
I risultati hanno premiato la maggioranza silenziosa, proprio quegli studenti che hanno preferito studiare mentre l’Onda scendeva in piazza per cavalcare la protesta contro la legge 133. Delle otto liste in lizza, solo le prime tre si sono aggiudicate circa la metà delle preferenze.
Al primo posto, con 3.081 voti, si è posizionata Vento di Cambiamento, una lista apartitica in cui correvano anche gli studenti vicini a Forza Italia.
A seguire Mondo Sapienza – Lista Aperta, dei centristi cattolici, che ha raccolto 2.015 voti, mentre al terzo posto, con 1.713 preferenze, si attesta Azione Universitaria, il movimento dei giovani di An.

Gli studenti del centrosinistra, Sapienza in Movimento, totalizzano 1.629 preferenze, mentre quelli dell’Onda, Collettivi in Movimento, sono riusciti a farsi votare solo da 1.323 compagni, giusto quei quattro gatti che, nell’ultimo mese, hanno manifestato con cortei e hanno cercato gli scontri con la polizia. Studenti democratici, vicini al Pd, hanno collezionato 1.134 voti, Unione degli Universitari 1.046 e I corvi solo 169. Queste ultime tre liste sono rimaste senza rappresentanti.

Un risultato importante, che lascia fuori i collettivi dal Senato, l’organo politico che prende le decisioni all’interno dell’Ateneo.
Chiaramente i collettivi non ci stanno e già gridano a “brogli baronal-clientelari contro il movimento e la sua autorappresentazione” (quando perde  per la sinistra infatti i brogli sono assicurati).
Soddisfatti gli esponenti del governo, che vedono nelle elezioni della Sapienza il consenso della maggioranza che fino a ieri ha studiato in silenzio.

E se per la vittoria di Luxuria si son date fiato alle trombe, per questa vittoria ben più significativa, le trombe han taciuto…ma d’altronde si sa, l’informazione è “in mano” a Berlusconi.
Orpheus

Pubblicato il 28/11/2008 alle 12.20 nella rubrica PDL.

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