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Libera droga in libero stato: è boom di polvere bianca in Italia

 

Ieri un rom drogato ha falciato ben 13 persone in attesa dell’autobus.
Pochi giorni fa un bimbo di un anno è morto per aver bevuto il metadone dei genitori.
Cioè una “dose” sotto forma di farmaco, direttamente fornita dallo stato e pagata da noi contribuenti.
L’ennesima vittima innocente delle conseguenze di una politica sciagurata e di una ancor più sciagurata cultura, che non vuole o non sa dare una risposta al problema della droga. Una realtà che provoca morti dirette (per uso di droga) o di riflesso (su chi ne subisce indirettamente gli effetti devastanti), tutti i giorni.
Tutto questo è stato originato dalla follia culturale “radical-chic” che l’uso di droga, in fondo, non è poi così dannoso, che anzi è un passo verso l’autodeterminazione personale. Che i drogati nuocciono solo a loro stessi, che ognuno dev’essere libero a casa su di fare quel più gli aggrada (peccato che poi in preda all’euforia chimica esca di casa e asfalti 13 persone), che non bisogna criminalizzare un drogato, che rendere il consumo illegale equivale a incentivarne il mercato, quindi via libera alle cure di stato e a proposte DEMENZIALI come le camere del buco (presenti in alcune regioni rosse) ecc.ecc.

Adesso la realtà di anni di disonesta e criminale disinformazione ci presenta un conto salatissimo in vite distrutte, come si può dedurre dal rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze sull’evoluzione del fenomeno in Europa.
E’ boom di cocaina, in continuo aumento: in Europa ne fanno ricorso oltre 4 milioni di persone. L’aspetto più impressionante è che aumenta costantemente il numero dei giovani cocainomani: nell’ultimo anno 3,5 milioni tra i 15 e i 34 anni e 2 milioni tra i 15 e i 24 anni.
In Italia il 3,2% della popolazione tra i 15 e i 34 anni ha “tirato”. Percentuali maggiori si incontrano solo in Spagna (5,2%) e nel Regno Unito (5,4%).
Con la Spagna abbiamo anche il record di consumatori di cannabis, malgrado stia passando di moda per le più attuali droghe chimiche.

Purtroppo non si può efficacemente lottare contro l’uso di stupefacenti se si minimizza o peggio si esalta la cultura dello sballo: dallo spinello infatti il passo è breve a sostanze che permettono uno sballo più “sballo”. I giovani si sa, sono la categoria più a rischio perché sottovalutano l’effetto e le conseguenze della droga e sopravvalutano se stessi, della serie “Posso smettere quando voglio”, peccato che ciò sia una frottola colossale, come quella che lo “spinello” è uguale ad un bicchiere di vino.
D’altronde fino all’anno scorso il ministro della salute del Governo Prodi, ha ritenuto giusto alzare la dose per uso personale da 20 (già alta) a 40 spinelli, permettendo così agli spacciatori di agire indisturbati fuori dalle scuole (infatti l'età in cui s'inizia a fare uso di droghe si abbassa sempre di più)per non criminalizzare il drogato. Che non va criminalizzato è vero, ma ostacolato in tutti i modi, il che mette in conto anche l'imposizione da parte dello stato di una cura in strutture adeguate e tolleranza zero con chi lucra sul commercio di droga.
La "liberalizzazione soft" di questi anni ha prodotto solo un calo del prezzo della droga da 16 euro a 6 euro, e un aumento dei consumatori.
Forse necessita un'altra strategia, o no?
Orpheus

Pubblicato il 6/11/2008 alle 19.19 nella rubrica Sinistra indegna.

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