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Distruggono la scuola per combattere il nemico di sempre: Berlusconi

 
Non c'è che dire i comunisti rimangono comunisti anche quando indossano (per opportunismo) i panni dei “ riformisti” e dei “democratici”.
E mentre fanno finta di accettare le regole della democrazia, lottano per riprendersi il potere con qualsiasi in mezzo anche il più infimo, indifferenti al bene del paese, indifferenti al futuro di migliaia di giovani, indifferenti alle scelte degli elettori, indifferenti alle conseguenze del loro sciagurato comportamento, lottano con un'unica finalità restaurare il loro "regimetto" da avanspettacolo, con pecoroni, leninisti, baciapile rossi, forcaioli a senso unico e mangiapreti in servizio permanente attivo.
Un’accozzaglia di partiti in lotta fra loro, pronti a saltarsi al collo per rubare 10 voti al “nemico-amico”, avidi, sperperatori, incapaci, seminatori d’odio, dinosauri ideologizzati che non solo non hanno alcuna intenzione di modernizzare il paese, ma che vogliono riportarlo indietro di 90 anni, ai tempi della “gloriosa” rivoluzione d’ottobre.
Un caravanserraglio che l’Italia onesta e lavoratrice ha mandato a quel paese alle ultime elezioni, la cui incapacità a governare è pari solo alla fame di potere che li divora..
Ieri in piazza c'erano tutti: Veltroni, Bertinotti, Ferrando, Di Pietro, Diliberto, Ferrero, Epifani, Bonanni, la sinistra era lì in prima fila, a fare i cori anti-Mariastella.
Marco Ferrando (che non ha bisogno di presentazioni) ha dichiarato senza mezzi termini il vero intento della sinistra: «Non è l'ora del referendum, ma della continuità della lotta. L'enorme manifestazione di Roma del popolo della scuola, e le grandi manifestazioni che si sono svolte in tante altre città, dimostrano che la ricreazione del governo Berlusconi è finita. Esistono tutte le condizioni per la continuità di una mobilitazione a oltranza, in ogni scuola e università, sino alla sconfitta del governo”.
E ha aggiunto: “È importante che si sviluppi un'organizzazione unitaria, democratica e di massa, del movimento, attraverso la formazione di coordinamenti di delegati eletti dalle assemblee sino ad un coordinamento nazionale, abilitato a dirigere la continuità della lotta. Il ricorso eventuale a un referendum abrogativo è un tema del futuro, non del presente. Oggi la proposta del referendum, avanzata da Idv e Pd, ha come unica ricaduta il blocco della mobilitazione di massa. È significativo che ambienti del governo, come il ministro La Russa, accolgano positivamente l'idea del referendum. È una ragione in più perché il movimento ne diffidi”.
Avete letto bene le parole di Ferrando?
Non vogliono “salvare” la scuola con le armi della democrazia, vogliono abbattere il governo con i metodi della dittatura. Non so se Veltroni se ne rende conto o se spera, come fece Prodi, di “ammaestrare” la sinistra estrema, ma sta giocando con il fuoco e con il futuro di milioni d’italiani.
Orpheus

Pubblicato il 31/10/2008 alle 15.6 nella rubrica Sinistra indegna.

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