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Panem et circenses (tanto poi i conti li paga Pantalone)

Ovvero la politica veltroniana


Ci siamo é arrivato il gran giorno di Uoltér!
Quello per cui si é dato tanto da fare, rilasciando commenti, interviste, note, dichiarazioni e via dicendo, in ogni dove, televisioni, giornali e radio, dimostrando che almeno una delle sue argomentazioni é assolutamente falsa: quella che il temibile Cav. avrebbe ordinato alle sue "armate mediatiche" di oscurare il salvatore dell'Italia: Walter Veltroni.
Che a ben vedere le carte in regola per fare il salvatore proprio non le ha e men che meno, le ha per salire in cattedra e dare lezioni: considerato il buco di bilancio che ha lasciato in eredità dopo anni di scintillante e frivola leadership comunale.
Già lo immagino sul palco allestito al Circo Massimo dall’architetto Roberto Malfatto, che se si guarda  alla serietà della piattaforma programmatica della manifestazione, poteva andare benissimo il Circo Togni o Barnum (evidentemente la scelta é stata indotta da un lapsus freudiano).
Serio, compunto, elegante, lo sguardo da "cane bastonato", rattristato per la sorte dell'Italia finita chissà come mai nelle mani rapaci del dittatore Silvio, invece che nelle mani bucate dell'affossatore del bilancio di Roma.
Serenamente e pacatamente Lui arringherà la folla: parlerà delle famiglie ridotte sul lastrico (grazie anche alle tasse alzate dal suo precedente governo), del razzismo montante, del pericolo fascista, della sciagurata posizione di far pagare al popolo la crisi delle banche, anche se non é assolutamente vero visto che a tutt'ora il governo italiano non ha dato un euro alle banche (al contrario di Germania, Inghilterra ecc), ma che se anche lo fosse, a piangere in caso di fallimento sarebbero tutti, operai compresi.
Dirà, infimmando gli animi che la loro non é una piazza "contro", ma una piazza "per". Si ma per che cosa?
Questo m'intriga molto, visto che l'unico effetto del Governo Ombra é stato, a tutt'ora partorire "proposte ombra".
L'unico "proposta" per cui hanno e stanno lottando con le unghie e con i denti é la nomina di Leoluca Orlando alla vigilanza della Rai.....
A me invece piacerebbe sentire un'unica cosa da Veltroni: come ha fatto a lasciare
un disavanzo di parte corrente pari a un miliardo e 800 milioni di passività pregresse, come accertato dalla due diligence della gestione commissariale subentrata alle sue dimissioni. Senza contare i 900 milioni che sarebbero emersi nelle recenti settimane; i contenziosi pendenti per oltre un miliardo e mezzo; e gli oneri da contratti per circa 150 milioni.
Finita l’euforia per la vittoria, Alemanno ha rischiato il coccolone alla vista dei tanti segni “meno”: al 28 aprile 2008 lo stock del debito è di 6,9 miliardi e il disavanzo di 8,6 miliardi.
Massì, allegria, andiamo in piazza a sentire gli 883 che cantano. Numero più numero meno…stampatello di Gianluigi Paragone
Orpheus
 

Pubblicato il 25/10/2008 alle 11.28 nella rubrica Sinistra indegna.

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