Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Terrorista di "profesisone" pedofilo, l'ultima mostruosità in internet

 
Tutto è iniziato con un’indagine condotta da Scotland Yard nel 2006, quando fu arrestato Abdul Makim Khalisadar, un giovane predicatore musulmano dell’East End di Londra. C’era il sospetto che fosse legato a un trafficante d’armi implicato nel jihad terrorista. Dalle analisi del DNA emerse che Khalisadar era anche colpevole di uno stupro. Aveva violentato una donna l’anno prima. In casa del “predicatore” gli investigatori trovano del materiale pedopornografico.
I giornalisti del Times decidono, allora, di continuare le loro ricerche e vengono così a conoscenza della moschea di via Quaranta a Milano divenuta centro di reclutamento di Al Qaeda. La polizia italiana durante l’irruzione nel luogo di culto aveva sequestrato i PC, dentro c’erano centinaia di immagini che ritraevano abusi su minori.
Anche durante un’operazione della polizia gli agenti scoprono che l’algerin Abdelkadir Ayachine, accusato di incitare alla lotta armata islamista, scaricava e trasferiva regolarmente via Internet grandi quantità di immagini di minori coinvolti in giochi sessuali con adulti (Abdelkader è anche legato alla rete salafita che uccise 45 persone in un attentato suicida a Casablanca nel 2003).

Secondo il Times, ci sono stati anche due terroristi non legati al mondo islamico che facevano uso di materiale pedopornografico. In questo caso c’entrava l’ossessione per il controllo e la dominazione, come pure il continuo uso di Internet.
Nel caso invece dei musulmani dice il magistrato Stefano Dambruoso che ha seguito il caso della moschea di Via Quaranta le immagini pornografiche potrebbero essere state usate per camuffare il vero contenuto dei messaggi, quindi Dambruoso escluderebbe l’ipotesi che tali terroristi abbiano reali tendenze pedofile.
Si tratterebbe quindi di “steganografia”: i terroristi usano immagini pedopornografiche per criptare messaggi a carattere eversivo. Una volta scaricato il file, attraverso un’applicazione che richiede password e codici di accesso, gli utenti sono in grado di rendere accessibili le informazioni segrete. In questo modo i terroristi riescono a scambiarsi informazioni liberamente, senza passare attraverso siti jihadisti sospetti o messi sotto sorveglianza delle autorità. Le indagini, le ricerche e gli studi sono ancora in corso. Probabilmente nei prossimi mesi verranno alla luce nuovi casi e nuove inquietanti coincidenze. Che il nesso tra pedofilia e terrorismo sia di natura psicologica o strumentale poco importa. Se la ragion d’essere della Guerra Santa è opporsi al degrado morale e culturale dell’Occidente, esaltando “le virtù” del proprio mondo, i terroristi cadono nella stessa degradazione contro cui dicono di voler combattere. Riassunto dall’Occidentale

C’è anche un’ altra ipotesi è che loro non ritengano sconveniente la pedofilia, non dimentichiamo che nei paesi musulmani bambine di otto, nove anni vengano date in moglie a uomini maturi, quando non vecchi. Ergo vedere foto di bambine stuprate da uomini adulti non li sconvolge, certo più di tanto.
Infine chi riesce ad imbottire un bambino di esplosivo per mandarlo a farsi saltare in aria e uccidere civili, non si ferma certo davanti all'uso di materiale pedopornografico, se ciò giova alla causa.

Orpheus

Pubblicato il 23/10/2008 alle 22.30 nella rubrica Islam.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web