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Se Veltroni "teme" per la democrazia, guardi alla sua parte politica

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La gioiosa macchina da guerra rossa è all’opera: magistrati, sindacati, satira e demonizzazione da parte di politici incoscienti, che non hanno compreso, né accettato il risultato elettorale.

Ancora ieri sera a Porta a Porta si è potuto assistere ad uno spettacolo indegno da parte di due “insigni” rappresentanti della sinistra: Di Pietro e Bindi. Il primo scatenato contro Berlusconi, la seconda ha ribadito che gli italiani non “capiscono” e continuano a votare Berlusconi. Ma chi non capisce è la sinistra. Non capisce e non si rassegna e messo da parte il tentativo di dialogo, si è lanciata nella crociata antigovernativa e nel solito antiberlusconismo d’accatto, sulle orme di Tonino.

Veltroni al seminario di Frascati ha lanciato il terzo assalto ingiustificato e indecoroso al Governo in una settimana: “Hanno vinto le elezioni (bontà sua…) ma pensano di aver conquistato il potere, non hanno la maggioranza, non hanno avuto il 51% e il Parlamento non può essere ridotto a una situazione nella quale sarebbe bastata la certificazione del voto”.
Ha dimenticato Veltroni che il governo Prodi con 24.000 voti di differenza (e sotto di 250.000 al senato) ha fatto ben di peggio per due anni, imponendo le tre più alte cariche istituzionali all’opposizione, ed esautorando di fatto il parlamento, a botte continue di fiducia e decreti legge? Ma in questo caso Uoltér non paventò nessun pericolo alla democrazia, niente lettere al Corriere, anzi difese le scelte discutibili del governo Prodi che portarono direttamente alla débacle elettorale della sinistra.
Memoria corta il buon Walter, ma lingua lunga e tagliente.

Questo clima d’odio non risparmia nemmeno i ministri (anzi i più attaccati, sono proprio quelli che nei sondaggi volano alto).
Brunetta in primis, la vignetta qui sopra comparsa su Emme il settimanale satirico dell’Unità, rappresenta un’intimidazione di stampo terroristico-mafioso, che nulla ha a che vedere con la satira, non fa ridere e nemmeno sorridere, ma provoca disagio e brutti presentimenti: “Una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco, soprattutto In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise, si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate”.
E’ un’intimidazione di chiara marca comunista. Ci fanno sapere state attenti un “forzista” morto, non è reato?
Dobbiamo aspettarci l’eversione sanguinaria degli anni di piombo?

La magistratura mette in discussione pesantemente una legge dello Stato approvata dalle camere e firmata dal presidente della Repubblica. Il perché è chiaro a tutti, si vuole provocare la caduta di un governo legittimamente votato dai cittadini, infischiandosene della democrazia, con cui tanto ci si riempie la bocca.

Dulcis in fundo la Cgil dopo aver organizzato una resistenza inutile quanto dannosa alla rinascita di Alitalia, non paga, è nuovamente lanciata nel dichiarare guerra a Confindustria, il che può solo complicare la vita alle imprese cui è legata l’unica speranza di rimettere in piedi il Paese. Il tutto nel bel mezzo di una crisi mondiale senza precedenti, che cambierà faccia all’economia mondiale.

Capisco il gioco delle parti che in politica può diventare duro, capisco la dialettica colorita, ma quello che sta facendo la sinistra può avere ripercussioni gravissime per il paese ed è veramente indecente.
Baloccarsi con atteggiamenti molto vicini all’eversione, minare l’economia strumentalmente, armare il braccio “violento” della legge, lasciano intravedere un progetto che assomiglia molto ad un golpe, magari “dolce” (per usare un aggettivo che piace tanto a Di Pietro)ma che mira a privare gli italiani di un Governo democraticamente eletto, dalla maggioranza di essi.
Orpheus 

Pubblicato il 1/10/2008 alle 13.11 nella rubrica Sinistra indegna.

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