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Campania spendacciona: Tremonti chiude i rubinetti

 
Ci sono volute appena 4 ore e 20 minuti, compreso il tempo perso tra saluti e stesura del verbale, perché il 28 aprile il Coordinamento dei direttori generali delle tredici Aziende sanitarie campane
deliberasse in gran silenzio l'aumento dei propri stipendi, elevandoli a 154.983 euro all'anno.
Non da maggio 2008 – come gli improvvidi potrebbero credere – ma retroattivamente dal 1° gennaio 2006. E con i loro, aumenti a catena per tutti i dirigenti delle Asl.
Tutto questo in una regione con un debito certificato a fine 2005 di circa 8 miliardi, sul filo del commissariamento e con spericolate operazioni di cartolarizzazione del credito.
Questi signori, evidentemente senza ritegno né senso istituzionale, si sono aumentati lo stipendio, anche se sono i responsabili di tale spaventoso debito e avrebbero dovuto, per manifesta incapacità, essere LICENZIATI.
Ripensamenti? Pentimenti?
Macchè: abbiamo agito nel rispetto della legge e per salvaguardare il potere d'acquisto, hanno strillato in massa. E poi si poteva tollerare che un capo dipartimento guadagnasse 185mila euro, molto più del proprio direttore generale? Per lavare l'onta, aumenti in massa per tutti anche se il gap non è stato ancora colmato. (riassunto sole24ore)
Davanti a tanta irresponsabilità, che grava sulle tasche degli italiani per riempire oltre misura quelle di gente come questi signori, bene ha fatto Tremonti nella prossima finanziaria,  a predisporre ticket aggiuntivi per quelle Regioni in deficit nella spesa sanitaria.
Un nuovo salasso per i cittadini, é vero ma che sapranno con sicurezza con chi devono prendersela, visto che i costi aggiuntivi a loro carico per le cure mediche avranno un responsabile regionale con tanto di certificato...e si spera che se lo ricordino al momento di votare.
Orpheus

Pubblicato il 15/7/2008 alle 9.35 nella rubrica Sprechi rossi e tasse.

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