Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Chi è Samir Kuntar, l'uomo dello scambio

 
Il 22 aprile 1979 Kuntar guidò un gruppo di quattro terroristi che, partiti da Tiro a bordo di un gommone, sbarcarono verso mezzanotte sulla spiaggia di Nahariya, città israeliana una decina di km a sud del confine israelo-libanese, con lo scopo di compiervi un attentato. I quattro si imbatterono in un agente di polizia israeliano, Eliyahu Shahar, che uccisero all’istante. Dopodiché entrarono in un edificio al numero 61 di via Jabotinski e fecero irruzione nell’appartamento della famiglia Haran prima che potessero sopraggiungere rinforzi di polizia.
I terroristi presero in ostaggio Danny Haran, 28 anni, insieme alla figlia Einat di quattro anni.
La madre, Smadar Haran, fece in tempo a nascondersi in un soppalco sopra la stanza da letto insieme alla figlia Yael, di due anni, e a una vicina. “Non dimenticherò mai – ha successivamente raccontato Smadar –l’allegria e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate Sapevo che se avessero sentito Yael piangere avrebbero gettato una granata nel nostro nascondiglio uccidendoci tutte.
Così tenni la mano sulla sua bocca per non farla gridare.
Acquattata là dentro, mi tornavano alla mente i racconti di mia madre su quando si nascondeva dai nazisti durante la Shoà”. Tragicamente in quei frangenti Smadar provocò la morte per soffocamento della figlia Yael, accorgendosene solo troppo tardi.
Nel frattempo Kuntar e i suoi uomini tentavano una sortita e uscivano dall’edificio trascinando Danny e la piccola Einat sulla spiaggia, dove ingaggiavano una sparatoria con agenti e soldati israeliani.
Fu in quel momento che Samir Kuntar sparò a bruciapelo alla schiena di Danny Haran davanti agli occhi della figlioletta, immergendolo poi in mare per assicurarsi che fosse morto. Subito dopo venne visto uccidere la piccola sfondandole il cranio contro le rocce della spiaggia. Intanto nella sparatoria rimanevano uccisi un secondo agente israeliano e due uomini di Kuntar (Abdel Majeed Asslan e Mhanna Salim Al-Muayed).
Da L'Occidentale
Capisco la pietas umana e religiosa che induce a voler le spoglie mortali dei propri cari, per poter pregare sulle loro tombe, ma rilasciare un simile mostro, patteggiando con chi vuole la nostra distruzione, per tale scopo, é pazzesco.
La sicurezza dei vivi, deve avere la priorità sulla pietà per i morti.
E Israele dovrebbe aver ormai compreso che ogni cedimento, non porta alla tanto agognata pace, ma al contrario rafforza le intenzioni di distruzione del nemico. Per anni ha dato terra, ottenendo solo di avvicinare sempre più alle città israeliane, il fronte della guerriglia.

Infine si vergogni la comunità internazionale europea che si ostina a non mettere gli Hezbollah nella lista nera dei terroristi, ma in compenso continua a tenervi gli iraniani ribelli del Pmoi. Orrori dettati dal morbo del politicamente corretto.
Orpheus 

Pubblicato il 2/7/2008 alle 10.45 nella rubrica Israele nel cuore.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web