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Inutile Onu: stupro "arma di guerra" e poi?

 
Toh l’Onu all’alba del 2008 si è accorta che “la violenza contro le donne ha ormai raggiunto proporzioni inaudite in alcune società”.
Alla buon’ora.
E quindi ha partorito il solito topolino, si perché le risoluzioni sono “bellissime” ma se poi non vengono fatte rispettare equivalgono a zero.
Comunque sia, il Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la risoluzione 1820, sponsorizzata da oltre 30 paesi tra cui l'Italia, che classifica lo stupro come un’arma di guerra.
Lo sapevano anche i bambini che lo stupro, durante i conflitti ha il solo scopo di “umiliare, dominare, instillare paura, cacciare e/o obbligare a cambiare casa i membri di una comunità o di un gruppo etnico”, accade da che mondo è mondo, e non c’è mai stato conflitto che non abbia portato a stupri etnici di massa.
Preso atto di questa triste realtà, direi nata con l’uomo, il testo della risoluzione chiede “a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato” pena il deferimento dei colpevoli alla Corte penale internazionale de L'Aja.
Infine si propone di stilare un rapporto (che verrà pubblicato entro dodici mesi dall'approvazione) per individuare “i conflitti armati dove la violenza sessuale è stata usata ampiamente o sistematicamente contro i civili”.
Perché esiste o è mai esistito un conflitto dove non ci siano stati stupri di massa?
Capisco che debbano impiegare il tempo e dimostrare che servono a qualcosa, ma questa iniziativa è RIDICOLA, potrebbero, intanto, se vogliono fare sul serio, PUNIRE quei caschi blu, che invece di proteggere donne e bambine le hanno stuprate, sputtandoli pubblicamente in un processo alla corte dell’Aja e condannandoli. Poi dando veramente libertà d’intervento ai caschi blu impiegati in quei conflitti che si sa per certo costano la vita a donne e bambine.
Quando un “guerrigliero” stupratore viene beccato, corte marziale e fucilazione in loco.
E’ troppo? Andatelo a raccontare a quelle povere donne.
Orpheus

Pubblicato il 20/6/2008 alle 11.14 nella rubrica Diritti Umani.

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