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E poi ci sono quelli che con Ahmadinejad ci fanno affari...

 

Non sono un’ingenua “pecunia non olet” , ma quando gronda sangue innocente, occorrere porsi una domanda.
Fin dove ci si può spingere nel solleticare l’ego di un feroce despota, per “vil denaro”?
Ci si può spingere fino ad applaudire le sue aberranti farneticazioni razziste?
Evidentemente si, perché è quanto accaduto al convegno “Possibilità di sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Iran” che si è tenuto all’Hilton, dove Ahmadinejad è stato applaudito dopo aver tuonato contro l’America ed Israele.
Trecento e passa rappresentanti della piccola, media ma anche grande industria italiana si sono messi in fila per fare affari con il regime iraniano, insieme ad alcuni rappresentanti del ministero per lo sviluppo economico.
Non c’erano personalità di spicco all’Hilton, hanno preferito mandare le seconde file, le terze e anche le quarte piuttosto che apparire di persona.
Meglio defilarsi e mandare i “gregari” non si sa mai che nei paesi che hanno visto le immagini vergognose degli applausi, si possa “equivocare” e, quindi perdere fette di mercato.
Gli addetti ai lavori sanno benissimo che il giro d’affari dell’Italia con l’Iran è secondo solo a quello della Germania.
I nomi visti ieri all’Hilton si possono leggere sulle brochure distribuite all’Hilton: Finmeccanica, Banca Intesa, Banca Ubae, Assocarni, TecnoEffe, Fedrlegno -Arredo, Gruppo Fata, Sacmi, Pedrini, Landi Renzo, ma anche Mediobanca, Enel, Snam progetti e Assolombarda hanno mandato i propri uomini. Sia pure non di prima fila. Altri nomi sono quelli di Selex communication, Afrimeds, Morando srl, Packing srl, Pert srl, Safe srl, Keller elettrodomestici.
Quasi tutte piccole e medie imprese che con le commesse, strappate anche a suon di applausi diplomatici agli ignobili discorsi di Ahmadinejad, magari ci campano per anni.
Resta da vedere se nel tempo l’imbarazzo per questo episodio avvenuto in uno dei più lussuosi alberghi di Roma potrà portare non desiderati e soprattutto non previsti effetti collaterali. Alla camera di commercio italo iraniana nessuno vuole sentire parlare di queste cose e l’impressione che si ricava è che non si veda l’ora di tornare sotto traccia a fare affari, una volta spente le luci su questo ambiguo evento tenutosi all’Hilton, in un giorno in cui tutta l’Italia gridava “vattene” ad Ahmadinejad, contribuendo non poco alla sua precipitosa partenza da Roma con un giorno di anticipo sul programma.

Una lezione impartita ad Ahmadinejad dalla maggioranza degli italiani, che non é come quei 300, non applaude alle sue odiose farneticazioni, ai suoi orrendi crimini contro il suo stesso popolo. Per la maggioranza degli italiani un tiranno sanguinario rimane tale, anche se procura proficue commesse.
Vattene al diavolo Ahmadinejad, dal più profondo del cuore.
Orpheus

Pubblicato il 5/6/2008 alle 19.50 nella rubrica Diritti Umani.

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