Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Cacciari, i sinti e i veneziani furiosi...

 

Venezia, tangenziale interna di Mestre, zona F9, “campo nomadi”, in realtà un quartiere residenziale riservato ai sinti: 38 villette con veranda, giardino recintato e posto auto privato, zone verdi, un grande parcheggio comune, un laghetto, un campo di calcio, barriere antirumore, totale 23mila metri quadrati, spesa oltre tre milioni di euro. Il comune l’ha battezzato “villaggio”. Ma sono case comunali, solo che non si può dire, perché bisognerebbe cambiare il Prg e fare i bandi di assegnazione.

Secondo il Cacciari-pensiero i sinti sono cittadini veneziani da due/tre generazioni, ma contano di più, perché loro possono evitare le graduatorie comunali abitative, ed accedere DIRETTAMENTE alle villette, in quanto sinti e quindi “bisognosi di tutela”.
In compenso tanti figli di operai s’attaccano al tram, e rimandano il matrimonio perché non esiste uno straccio di edilizia popolare per gli ITALIANI che ne hanno bisogno.
Poi i soloni della sinistra si chiedono come mai gli operai gli hanno voltato le spalle e votano Lega…Davanti a queste assurdità altro che votare Lega.
Gli autori del “blitz leghista” che ha portato a galla, questa ennesima carognata ai danni degli italiani sono casalinghe, pensionati, studenti universitari, gente che ha preso ferie o permessi sul lavoro. È il comitato “No campi rom”. “Rigorosamente apolitico”, scandisce Silvana Tosi, una dei portavoce. “Abbiamo chiesto appoggio a tutti i partiti, ci hanno risposto soltanto quelli del centrodestra”.
In 12 mattine, sono state raccolte 3.500 firme, compresa quelle di alcuni nomadi. Venerdì scorso la marcia silenziosa di alcune centinaia di persone è stata liquidata dal sindaco come “quattro gatti”. Silvana Tosi parla per tutti: “Noi non siamo contro i rom, ma contro i campi e lo spreco di denaro pubblico. Per i rom chiediamo integrazione, lavoro, case, scuole: vogliamo che i loro figli studino, non che vadano a scuola se gli pare. Stessi diritti nostri e stessi doveri. Lo chiede anche l’Opera nomadi: superamento dei campi e fine della logica assistenziale”.
Invece? “Invece il super-campo sarà un super-ghetto e un super-punto di richiamo. La legge regionale impone che i campi nomadi non superino i quattromila metri quadrati, e questo sarà di 23mila. Il Tar ha ordinato di correggere il progetto, Cacciari ha risposto che va bene così perché la superficie abitativa è di 3.700 metri quadrati. E’ stato chiesto chiesto all’unanimità di rifare il progetto. Ma l’amministrazione ignora sistematicamente i cittadini”.
Poi c’è il capitolo soldi. Il terreno conteso fu acquistato per 555 milioni di lire nel 2001. La giunta Cacciari ha stanziato 800mila euro per opere di urbanizzazione e altri due milioni per l’edificazione. È il tasto che manda in bestia i manifestanti. “A Venezia ci sono 300 case inagibili, con quei soldi potevano sistemarle, darne 50 agli zingari e il resto ai veneziani sfrattati”.
“L’anno scorso mille abitazioni sono state allagate da un’alluvione e dal Comune non è ancora arrivato un euro di risarcimento”.
“Ci sono duemila cittadini in graduatoria per una casa pubblica - protesta Mazzonetto -, ma sono stati preferiti i nomadi. Hanno rinviato la costruzione della scuola di Trivignano. Questa è una scelta scellerata, un tradimento dei veneziani”.
Miei cari veneziani ricordatevelo quando andrete a votare.
Per Cacciari avrei una sola domanda: “Come mai se i sinti sono cittadini veneziani, da generazioni, stanno ancora nel campo nomadi? Come mai non si sono integrati?
Forse perché vogliono vivere secondo le loro usanze alle spalle degli italiani. E questo è a mio parere anche il motivo per cui Cacciari ha preferito costruire un villaggio per loro, invece di rendere agibili le 300 case, e destinarne 50 ai sinti. I primi a non volersi mischiare a noi sono proprio loro. Ma a dirlo si vien tacciati di razzismo...
Orpheus

Pubblicato il 4/6/2008 alle 21.48 nella rubrica Sinistra indegna.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web