Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Il mondo alzi la voce contro il referendum truffa dei militari


I membri dell’Unione parlamentare del Myanmar, il Parlamento birmano regolarmente eletto nel 1990, chiedono ai loro “colleghi” deputati e senatori nel mondo di “condannare con forza” il referendum costituzionale in programma del 10 maggio. In un appello diffuso in inglese il MPU spiega l’urgenza di denunciare, da parte di tutti i governi mondiali, quello che è un “voto manipolato”. E aggiungono: la nuova Costituzione non solo servirà a consolidare lo status quo, ma anche ad invalidare definitivamente le elezioni del 1990.

Quell’anno, la giunta militare –  ha organizzato, per la prima volta in tre decenni, elezioni libere e multipartitiche con la promessa di cedere il potere al nuovo governo eletto dal popolo. La Lega nazionale per la democrazia (Lnd), partito del Nobel Aung San Suu Kyi, stravince, ma i generali rifiutano di lasciare la guida del Paese.
L’appello del MPU chiede al mondo di “denunciare apertamente” l’atteggiamento della giunta, che continua ad ignorare i risultati della consultazione del ’90, da lei stessa definita “libera e trasparente”.
I parlamentari della MPU avvertono, inoltre, che la bozza di Costituzione stabilisce “la cancellazione di tutti i partiti politici esistenti in forma legale, i quali dovranno registrarsi di nuovo in vista delle promesse elezioni generali del 2010”. “In questo modo – aggiungono – ai parlamentari eletti nel 1990, membri di diversi partiti, non sarà permesso entrare in carica”.
 Il MPU  infine, si rivolge direttamente ai governi del mondo: “La vostra voce sarà un enorme sostegno morale per i nostri concittadini, risoluti a sfidare l’oppressivo regime militare e i quali meritano di godere dei propri diritti sotto la guida del Parlamento da loro eletto”.
Riassunto da Asia News
Quello che sta succedendo in Birmania é spaventoso, non solo la giunta ha tenuto un referendum in un paese distrutto, ma SOSPESO gli aiuti a un mione e mezzo di persone  per dislocare l’esercito sui seggi.
Tutto ciò secondo gli esperti può causare un “secondo disastro” tra i sopravvissuti, senza ripari né viveri e vulnerabili a malaria e dissenteria. Decine di migliaia di corpi giacciono insepolti e le strade sono bloccate da alberi e terra.
Inoltre il regime continua a centellinare i permessi di ingresso alle organizzazioni umanitarie internazionali e sta imponendo a tutti i cittadini  di ”contribuire con offerte” agli aiuti per le vittime di Nargis. In realtà si tratta di una vera e propria ruberia, rivelano le fonti di AsiaNews nel sud del Paese: i militari confiscano materiale da negozi, fabbriche e imprese senza che nessuno possa opporsi.
L’ennesima violazione commessa ai danni di una società già ridotta in ginocchio da decenni di ottusa politica di regime.
Orpheus

Pubblicato il 11/5/2008 alle 12.26 nella rubrica Diritti Umani.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web