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Sindaci sceriffi: ora prolificano anche a sinistra


Della serie la paura (di perdere la poltrona) fa novanta
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Via le prostitute dalle strade, calci nel sedere a chi occupa case o chiede l’elemosina; fedina penale immacolata e 730 alla mano per chi chiede la residenza. Quando, fino a pochi mesi fa, nei consigli comunali arrivavano quelli della Lega con richieste come queste, sindaci e assessori soprattutto di sinistra non nascondevano risatine di scherno. E nei salotti o nei convegni preferivano discettare di integrazione, multiculturalismo, globalizzazione, terzomondismo pacifista.

Così, davanti all’iniziativa di due giovani primi cittadini del centrodestra, Flavio Tosi di Verona e Pietro Vignali di Parma, che cercavano di coinvolgere i colleghi delle città del Nord in un documento con specifiche richieste in tema di sicurezza da indirizzare al governo di Roma, rispondevano con mezzi sì e mezzi no.
Poi sono arrivati i risultati elettorali e all’improvviso i telefoni di Vignali e Tosi hanno preso a squillare. Vengo anch’io! Firmo anch’io! Risultato: il 18 aprile 16 sindaci delle medie città italiane del Nord (Parma, Verona, Cremona, Pavia, Belluno, Mantova, Treviso, Padova, Asti, La Spezia, Alessandria, Novara, Modena, Lodi, Como, Piacenza) hanno approvato un documento con il quale chiedono al governo misure ben precise in fatto di sicurezza.
Ne hanno abbastanza di dover ricorrere al Codice della strada per combattere la prostituzione. Vogliono più poteri della multa per divieto di fermata. Ne hanno abbastanza di essere costretti a dichiarare pericolante un immobile occupato per poterlo sgomberare. Vogliono mettere l’elmetto e ripulirlo per motivi di ordine pubblico. E ne hanno abbastanza di ritrovarsi nuovi residenti che non si capisce da dove vengono e che cosa pensano di fare per guadagnarsi da vivere. Vogliono aprire le porte solo a chi ha un reddito minimo e la fedina penale pulita. E vogliono inoltre più mezzi e soldi per le forze dell’ordine, per impianti di illuminazione e videosorveglianza. E nuovi poteri per la polizia municipale.
Ma più di tutto chiedono certezza della pena: galera. Ne hanno le scatole piene di donne stuprate, topi e balordi negli appartamenti e ubriachi al volante che ammazzano a destra e a manca. Soprattutto quando si tratta di gente che è già stata arrestata 15-16 volte per lo stesso reato.

Lo spirito dell’iniziativa, che vede coinvolti primi cittadini di tutti gli schieramenti politici, è bipartisan. Un aspetto che nessuno dimentica di sottolineare. “I sindaci di sinistra si sono accorti che la solidarietà non basta più” dice Pietro Vignali, del Pdl. “E quelli di destra che la sicurezza passa anche per l’inclusione sociale e non solo per il rispetto delle regole. È proprio questa sintesi l’elemento di forza del nostro documento”. Processo che è stato favorito non poco dal risultato uscito il 13 aprile dalle urne. Che ha fatto venire allo scoperto molti sceriffi a sinistra. Tra questi il sindaco Pd di Modena, Giorgio Pighi, che tirato in ballo mostra le medaglie sul petto: vicepresidenza del Forum europeo sulla sicurezza urbana, ordinanze per sgombrare accattoni e lavavetri dai luoghi pubblici, spray al peperoncino e manganello in dotazione alla polizia municipale, e soprattutto la concezione della sicurezza come “condizione essenziale per la fruizione dello stato sociale, per la fruibilità della città”.
Il linguaggio non sarà ancora da camicia verde, ma la strada è quella.

Da Panorama
Orpheus
 

Pubblicato il 4/5/2008 alle 22.54 nella rubrica l'Asinistra.

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