Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Hamas e non Israele è responsabile per la strage a Gaza

 

La notizia della morte di una madre e dei suoi bambini a Gaza, completa di filmati che danno la misura della tragicità dei fatti, da ieri mattina sta facendo giustamente il giro del mondo, ma non viene riportata in maniera completa. Infatti anche diversi terroristi della Jihad Islamica hanno perso la vita nell’esplosione, e questo non è un particolare di poco conto. Anche se colpiti e addolorati, abbiamo il dovere di capire come e perché tutto ciò è potuto accadere, approfondendo sia la dinamica dei fatti di ieri, sia di quelli dei giorni scorsi che, anche essendo correlati, non hanno purtroppo avuto il giusto rilievo. Sderot il 26 ed il 27 Aprile è stata colpita da una pioggia di Qassam, quattro razzi due giorni fa e otto ieri, che hanno causato dei feriti e danni alle abitazioni. Anche il cimitero è stato colpito e nell’esplosione diverse tombe sono state seriamente danneggiate e lapidi divelte. Il ministro della Difesa israeliano, sotto la spinta degli esasperati abitanti della cittadina del Neghev, aveva avvertito che se i lanci di ordigni verso Israele non fossero stati immediatamente sospesi ci sarebbe stata risposta militare al fine di neutralizzare i gruppi terroristi responsabili; c’erano dunque tutti i presupposti per nuovi conflitti a fuoco che puntualmente si sono verificati.
Ieri mattina il lancio di Qassam è ripreso ed anche una scuola ed un’abitazione privata sono state colpite e seriamente danneggiate. Alcuni militari israeliani, nella zona di Beit Hanun, hanno individuato dei terroristi della Jihad Islamica pronti a lanciare una salva di sei razzi verso il territorio israeliano ed hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con i componenti del gruppo terroristico al fine di impedire loro di portare a termine la missione. Il portavoce dell’esercito ha spiegato che durante lo scontro a fuoco i terroristi hanno trovato rifugio all’interno di un edificio e da lì hanno continuato a sparare dalle finestre delle abitazioni. A quel punto è stata centrata una delle finestre dalla quale i Jihadisti sparavano contro i militari israeliani. L’esplosione ha investito tutto il piano del palazzo colpendo, purtroppo, anche le vittime civili. È inutile dire quanto sia doloroso che i bambini paghino così cara la stoltezza dei grandi, ma il punto è e rimane sempre quello: non si possono evitare danni ai civili se usati come scudi umani. I terroristi sapevano benissimo che il loro rifugiarsi all’interno di un palazzo abitato da famiglie avrebbe messo in pericolo anche chi con loro non aveva nulla a che fare.
Sapevano benissimo che qualche civile sarebbe potuto rimanere ucciso, ma lo hanno fatto lo stesso, e questo solo per poter poi usare la carta della propaganda a spese di poveri innocenti. Se vogliamo davvero rendere giustizia a chi ha perso la vita in questa come in altre situazioni, dove la popolazione ha pagato la viltà del terrorismo islamico che la strumentalizza fino al massimo sacrificio, dobbiamo dire ciò che pensiamo a chi crede che bombardando civili da una parte e usandone altri come scudi umani dall’altra si possa presto arrivare ad una vittoria militare, e cioè che non ci facciamo più incantare dalla loro propaganda. Dobbiamo dire a Hamas e a chi riporta notizie monche o modificate ad uso e consumo di chi vuole addossare sempre la colpa ad Israele, di smetterla con il gioco delle tre carte che ha come unico fine la confusione totale perché ormai è chiaro, a chi vuole capire, di chi è la responsabilità delle sofferenze della popolazione palestinese ed israeliana.
LìOpinione.it
Quando ho sentito la notizia della tragica morte dei bambini e della loro madre morti, ho subito pensato che la colpa era di Hamas, che usa i civili come scudi umani.
Ma chi si limita a leggere Repubblica o il CdS, se la prende con Israele, e fa il gioco di Hamas, che vedendo i risultati continua ad usare ignobilmente i civili come scudi umani. Un serpente che si morde la coda, che solo la corretta informazione e l'isolamento di Hamas, può interrompere. Quanti civili devono ancora pagare con la vita, prima che l'Europa, si renda conto chi sono i veri carnefici del popolo palestinese?
Orpheus

Pubblicato il 29/4/2008 alle 22.19 nella rubrica Israele nel cuore.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web