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Iniziano le purghe cinesi contro la “cricca” del Dalai Lama

 
Diciassette persone della “cricca” del “pericoloso terrorista e separatista” Dalai Lama, come viene raffigurato dai media cinesi, sono state condannate da tre anni all’ergastolo, per le proteste di marzo nella capitale Lhasa.
Tra i condannati all’ergastolo anche il monaco Basang, accusato di avere guidato una decina di persone, tra cui 5 altri monaci (per loro condanne tra 15 e 20 anni) nella devastazione di uffici pubblici e negozi e nell’aggressione di un poliziotto.
La Cina non ha indicato quanti altri “pericolosi monaci terroristi” armati di rosario e del loro incredibile coraggio, siano in attesa di processo, gli esuli del Paese parlano di centinaia di detenuti.
Il tutto in un Tibet ancora blindato ai giornalisti e ai visitatori esteri, e dove è in corso una “campagna educativa”, che chiede ai monaci una formale abiura contro il Dalai Lama e l’accettazione del Panchen Lama “scelto” dal regime cinese (quello indicato secondo la tradizione dal Dalai Lama è “scomparso” dal 1995).
Pechino non ancora soddisfatta dal pugno di ferro usato in piazza, contro centinaia di monaci indifesi, inizia la persecuzione nei “tribunali” a porte chiuse, con prove inesistenti e con confessioni (se ci sono) estorte con la tortura.
Se la comunità internazionale non si sveglierà prima che la situazione degeneri, le vittime della “giustizia” cinese saranno centinaia di migliaia e poche sopravvivranno ai trattamenti disumani dei “campi di rieducazione” comunisti.
Come è già successo in Cambogia, dove i khmer rossi hanno trucidato 1.700.000 persone (circa, la cifra esatta non è conosciuta) accusate di “sabotaggio”, fra cui vietnamiti, cristiani cambogiani, musulmani e monaci buddisti. Ma nessun cinese, visto che la Cina aveva rapporti diplomatici con i Khmer.
L’opinione pubblica, dal canto suo deve tenere i riflettori accesi sulla vicenda tibetana, altrimenti la Cina calerà la sua mannaia sul Tibet e sarà un terribile bagno di sangue, che macchierà anche le nostre linde coscienze.
Orpheus

Pubblicato il 29/4/2008 alle 18.28 nella rubrica Diritti Umani.

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