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L'Italia s'è rialzata: Berlusconi premier


Infierire sui vinti non é da grandi condottieri, e se é pur vero che il prossimo Governo Berlusconi ce la farà ampiamente anche senza l'appoggio di Walter Veltroni, é altrettanto vero, che in un paese moderno e civile, chi siede al potere collabora con l'opposizione e viceversa.
Da questo punto di vista l'Italia in questi ultimi anni é stata un' anomalia nel panorama europeo. E' iniziata con l'opposizione pregiudiziale e sciagurata della sinistra, durante tutto l'arco della legislatura del secondo Governo Berlusconi ed é continuata con l'arroganza prodiana, che ha precluso ogni possibilità di  dialogo e cooperazione (malgrado la mano tesa di Berlusconi) all'indomani di una vittoria incerta e striminzita del secondo Governo Prodi, consegnando il paese nelle mani dei massimalisti (che di certo non lo rappresentavano). Questo é il "fio" che é costato caro alla sinistra, anche a quella moderata. Nove punti percentuale di scarto sia al senato che alla camera (come ha sempre detto il Cav), sono uno "squillo di tromba" che la sinistra non può ignorare. La sparizione dal Parlamento dopo 90 anni della "falce e il martello" non può essere considerata "causale", un incidente di percorso.
No, é un segnale CHIARO e FORTE che l'Italia ne ha le tasche piene, dei nostalgici delle mummie di Lenin e dei cantori del regime cubano.
Con queste elezioni si spera vivamente, che questo triste capitolo della storia italiana si chiuda definitivamente.
In questa svolta felice per il paese, Veltroni ha avuto i suoi meriti.
Primo fra tutti portare l'Italia, in sintonia con Silvio Berlusconi, al bipartitismo, del quale é superfluo elencare i vantaggi  (a livello economico, ma soprattutto decisionale).
Il concentrarsi degli elettori in due grandi forze politiche, porterà ad una sana semplificazione che con la Seconda Repubblica non si è mai riusciti ad ottenere. E che diverrà ancor più compiuta se nella prossima legislatura PdL e Pd voteranno immediatamente l'abrogazione della legge sui rimborsi elettorali a liste e simboli che ottengano anche meno dell'1% dei voti, la vera ragione di questo anomalo proliferare, nella politica italiana, dei "cespuglietti".
Detto questo il dato eclatante di queste elezioni é il fallimento della politica bertinottiana del "comunista in grisaglia" , il vero comunista, se vuole essere credibile, può indossare solo la tuta blu del lavoratore.
Gli operai hanno voltato le spalle al glorioso partito comunista italiano, semplicemente perchè non li rappresentava più: rappresentava i migranti, i transgender, i no-global, i facinorosi di ogni razza, i radical-chic, i pacifinti ecc....ma non la classe operaia.
Mediti chi di dovere.
Orpheus

Pubblicato il 15/4/2008 alle 10.33 nella rubrica Elezioni.

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