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Non solo monnezza, ma anche il buco nero della sanità campana...questo è il "nuovo" del PD

 

Se uno ha un debito di oltre 15mila miliardi di vecchie lire, che fa?

A Napoli si fa così: si nomina un bel po' di gente e poi che San Gennaro gliela mandi buona. Purtroppo né San Gennaro né Padre Pio sono finora riusciti a colmare quel pozzo di San Patrizio che è la Sanità campana. Quindicimila miliardi di vecchie lire: da che parte cominciare per onorare il debito? Il presidente Bassolino e l'assessore competente Angelo Montemarano hanno pensato di affidare a una società la gestione e la liquidazione del debito: la Soresa.
Entriamo, quindi, nell'ingarbugliato mondo di Soresa, a cui spetta la ristrutturazione del debito sanitario attraverso un'operazione di cartolarizzazione. Capitale iniziale 500 mila euro. Missione: liquidare il debito sanitario. Non tutto, ma quello accumulato fino al 31/12/2005, che ammonta a oltre 4 miliardi e mezzo di euro, più altri 2 miliardi di debiti verso farmacisti e associazioni del settore.
Che fanno allora quelli della Soresa?
Negoziano con tre banche svizzere Lehman, Caylon e Credit Suisse un mutuo trentennale di 3 miliardi di euro a un tasso fisso del 4% e una rata annua di 170 milioni di euro. Per le banche e i loro clienti decisamente un buon affare. Per i cittadini campani un po' meno: per trent'anni avranno un mutuo sul groppone da pagare con Irap, Irpef e balzelli vari tra i più alti d'Italia. Non è mica finita. A detta dei vertici della Soresa (ben spartiti in “famiglia”: il presidente è in quota Ds, il direttore generale è della Margherita), il pool di banche affida una consulenza di 15 milioni di euro (consulenza per la quale sarà necessaria un'ulteriore copertura) alla Carrington&Cross (italianissima, sede a Napoli e Milano e amministratore Omar Scafuro).
Vi risparmio le altre società che entrano in un modo o nell'altro nel giro, se non per dirvi che vengono tutte costituite quasi in contemporanea con il via libera regionale alla Soresa.
Riepilogando partendo sempre dai 15mila miliardi di lire di debito: dicembre 2003, la Regione stanzia 500mila euro per creare la Soresa; febbraio 2005, un milione di euro vengono approvati per il funzionamento; giugno 2006, altri tre milioni di euro sono messi a bilancio per affrontare il biennio 2006/2008. Tutte risorse che vanno ad aggiungersi all'indebitamento preesistente, lievitato nel frattempo di altri 150 milioni di euro per onorari, spese legali di giudizio e interessi di mora, relativi pignoramenti effettuati dai formitori nel corso del 2006. Olè. Ovviamente la Soresa va avanti nel suo sforzo di risolvere il gigantesco buco della sanità campana. Di più: controlla i grandi acquisti in campo sanitario. Dopo una serie di polemiche (su tutte quelle del capogruppo di An, Enzo Rivellini), i vertici della società raggiungono un accordo transattivo con le banche per un rimborso di 300mila euro a titolo di risarcimento per le inefficienze dei servicers e interrompono la consulenza con Scafuro. Non solo. La Regione Campania, su imposizione del governo centrale, attiva altri canali di finanziamento per coprire le restanti buche del debito sanitario, accendendo un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti a tassi enormemente inferiori. Dietrofront anche per le successive operazioni di accertamento dei debiti: ora sono nella mani della KPMG. I conti si fanno in fretta: 2.700.000.000 di interessi per le cartolarizzazioni; 414.000.000 di interessi sui mutui della Cassa Depositi e Prestiti; 30.000.000 per la consulenza delle banche; 1.200.000 per la consulenza di Kpmg e 420.000 per la consulenza di Jp Morgan. Il risultato? La Sanità campana resta il fanalino di coda nelle statistiche per qualità rapportata alla spesa. Il suo personale medico è tra i più numerosi d'Italia. E tantissimi campani vanno fuori regione per farsi curare. Fate voi…Riassunto da Libero
Bella gestione quella di Bassolino e Co. Della regione Campania. Il quale è INTOCCABILE, e siede alla destra di San Walter Veltroni…questo è il nuovo del PD, la gente dovrebbe saperlo.
Come dovrebbe sapere che il suo l'assessore alla sanità Angelo Montemarano è stato nominato, dopo i suoi “successi” da direttore generale della Asl Napoli 1, la più indebitata azienda sanitaria campana. Però dev'essere uno che conta, visto che é riuscito a sponsorizzare la candidatura del figlio al consiglio comunale: ottomila preferenze. Il più votato tra i consiglieri…Mica male
Queste le notizie che dovrebbero circolare se la stampa fosse libera e l’Italia un paese serio.
E invece ci dobbiamo sorbire le “bufale” alla diossina di San Walter sulle pensioni…
Aggiungo solo che quando un napoletano viene a farsi curare in Lombardia, la sanità lombarda chiede poi il corrispettivo di quanto speso per le cure alla sanità campana, che ovviamente essendo un buco nero, non paga. Malgrado ciò la Lombardia non ha debiti e il servizio sanitario è accettabile.
Potrebbe essere eccellente se, anche le altre regioni (Campania e Lazio in primis) non avessero una sanità talmente disastrata da dover pesare su quelle virtuose…
E noi paghiamo, mentre Bassolino e Co. ingrassano…e poi Franceschini va a PaP a parlare di “NUOVO” con una faccia tosta che ha dell’ultraterreno. Si meriterebbero una pernacchia di quelle di Totò, altro che tornare alla guida del paese.
Orpheus

Pubblicato il 28/3/2008 alle 11.9 nella rubrica Elezioni.

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