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Nato e Ue preparativi di guerra per un film "anti-corano"

 
Nell’era del multicuturalismo un cortometraggio non ancora uscito e che nessuno ha potuto vedere sta già scatenando una mobilitazione internazionale degna di una guerra.
I vertici Nato sono preoccupati per la possibilità di una rapida escalation degli attacchi talebani in Afghanistan, con i militari olandesi bersaglio preferenziale dei terroristi islamici; il Pakistan ha convocato l’ambasciatore olandese per chiarimenti. Da Parigi, Sarkozy ha offerto il suo pieno sostegno al premier olandese Jan Peter Balkenende e sempre ieri, la Commissione Europea ha inviato una nota a tutte le sue delegazioni nel mondo che le istruisce su come affrontare l’eventuale scoppio di proteste violente delle popolazioni musulmane locali. All’origine di tanto tumulto c’è un documentario della durata di 15 minuti realizzato da un deputato olandese, Geert Wilders e che nessuno, come ho già detto, ha ancora avuto modo di vedere perché dovrebbe uscire su internet entro la fine di marzo. Ma quel poco di cui si è a conoscenza ha messo in fibrillazione mezzo mondo per la paura di ciò che potrebbe accadere, vista l’esperienza delle “vignette danesi”. Wilders ha infatti fatto sapere che il film intende dimostrare che il Corano è un libro “fascista” e che Maometto era che un “barbaro”. Per molto meno il regista olandese Theo Van Gogh è stato massacrato da un immigrato marocchino nel 2004 ad Amsterdam.
L’annunciato film di Wilders, che gira con la scorta per le minacce di morte ricevute, ha diviso il mondo politico e la stessa società olandese: Balkenende, sostenuto in questo solo da una parte della sua maggioranza, si è detto in totale disaccordo con le opinioni di Wilders, che ha più volte inutilmente pregato di rinunciare al suo progetto: teme l’esplodere in Olanda di gravi disordini provocati dagli immigrati musulmani, ma anche boicottaggi e attentati ai danni delle imprese olandesi nel mondo. D’altra parte, il premier deve tener conto che un’autocensura di Stato sarebbe un pessimo segnale: proprio ieri la Commissione Europea ha ricordato che “la libertà di espressione non può essere limitata”, oltre che allertare le delegazioni all’estero per possibili disordini.
Ma le più grosse preoccupazioni riguardano ciò che sta avvenendo nei paesi musulmani. Migliaia di afghani hanno protestato in piazza, mentre Iran ed Egitto minacciano un boicottaggio economico contro l’Olanda. Il ministro degli Esteri del Pakistan ha convocato l’ambasciatore olandese per dirgli che considera il film di Wilders blasfemo e che non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione. Insomma la storia si ripete: vignette danesi docet.
C
onsiderato come nei paesi musulmani RISPETTANO la libertà di religione, il minimo che possiamo fare e non rinunciare alla nostra LIBERTA’ D’ESPRESSIONE.
Si può chiedere il rispetto per il proprio credo solo QUANDO si rispetta quello altrui. 
E se un “libro sacro” esorta a diffidare degli infedeli (compresi ebrei e cristiani) e a ucciderli (Sure 5:54; 47:4; 9:29,123,216) dirlo apertamente non è blasfemia, ma la verità.
Orpheus

Pubblicato il 6/3/2008 alle 18.36 nella rubrica Islam.

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