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(In)sicurezza:Addio al decreto varato dopo il caso Reggiani

 
L'ultimo regalo avvelenato del Governo Prodi e anche l'ennesima figuraccia di un governo che NON HA SAPUTO, VOLUTO E POTUTO governare il paese, é la rinuncia, pressochè totale, alla sicurezza.
Non sarà, infati, convertito in legge il decreto "in materia di espulsioni e di allontanamenti per terrorismo e per motivi imperativi di pubblica sicurezza". 
Quel decreto nato sull'onda della morte di Giovanna Reggiani, violentata e uccisa brutalmente a Roma da un rom, voluto fortissimamente da Walter Veltroni e dal ministro dell'Interno Giuliano Amato e sul quale il medesimo, aveva scommesso anche il suo posto. Aveva detto che si sarebbe dimesso nel caso non fosse stato convertito in legge dai due rami del Palamento.
Un decreto che avrebbe dovuto essere un colpo formidabile alla criminalità, soprattutto legata agli immigrati.
Bene, quel decreto non sarà mai legge manca il consenso unanime dei gruppi perché si possa esaminare. Per questo il governo segnala l'esigenza di non procedere.
 Il documento varato in Consiglio dei ministri resterà lettera morta.
Come resteranno ipotesi campate in aria i calcoli fatti dall'esucutivo sull'efficacia del provvedimento. A dicembre si stimava, sulle allora 181 espulsioni effettuate, che in un anno lo Stato avrebbe allontanato circa 1200 persone. Ora nessuno verrà espulso.
Anzi, quando il decreto decadrà tutte le espulsioni eseguite fino ad ora potranno essere contestate.
Ergo quei pochi che sono stati espulsi, potranno tornare e considerato che sono fior fior di canaglie, gli italiani ringraziano l'incapacità e l'inettitudine del governo Prodi e si apprestano a vivere ancor più attanagliati dalla paura di essere violentati, massacrati e seviziati.
Speriamo che se ne ricordino alle urne. Davvero c'è in Italia qualche masochista che anela al ritorno di questi incapaci?
Orpheus

Pubblicato il 21/2/2008 alle 21.52 nella rubrica Giustizia indecente.

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