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Un caso di malasanità, la telefonata che ha fatto scattare il blitz

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Ecco il perché di quei poliziotti in corsia. La telefonata anonima è molto chiara in proposito: “…Il problema è questo: io sono un parente di una signora, S.S. Al Policlinico di Napoli, al quinto piano, ci sta il centro aborti e fanno partorire. Questa persona ha partorito nel cesso, detto proprio bello napoletano, e la signora che sta a fianco, la 208, si è sentita male. Ma come si potrebbe fare per fare un rimedio, guardate” e ancora “Vi dico la verità, rimane tra di noi, io sono del personale, io lavoro, però non ce la faccio più a vedere queste cose. Guardate, è assurdo. Al centro aborti del quinto piano, per risparmiare sugli straordinari, mettono le donne nei piani. La signora sta male, non fa in tempo ad arrivare sopra e partorisce nella stanza. La signora che sta vicino sta male perché scorre sangue, 'o criatur' 'mmiez' 'e cosce..”. Il tizio aveva persino chiamato “striscia la notizia” prima dei carabinieri. L’aborto NON c’entra nulla.
Adesso c’è da chiedersi, chi ha veramente brutalizzato quella donna.
I poliziotti? Gli anti-abortisti?
O coloro che hanno trasformato la sua tragedia in un fenomeno da baraccone mediatico, coloro che hanno strumentalizzato il suo dolore per INVENTARE una caccia alle streghe, che non c’è, e non c’è mai stata. In 30 anni non è MAI stato fatto un disegno di legge per cambiare anche solo una virgola della 194, eppure le solite “prugne secche” ormai sterili nell’anima e nel corpo, sono scese in campo a urlare e strepitare per un’inesistente attacco all’ “autodeterminazione” della donna sul tema dell’aborto.
E tante troppe donne sono scese in piazza al grido “Il corpo è mio e me lo gestisco io”, ma sarebbe ORA che oltre a gestirsi il corpo, cominciassero a “gestirsi” anche la mente, invece di seguire come i topi del pifferaio magico, i soliti mistificatori di professione della realtà.
Gente senza peso politico e senza scrupoli pronti a vendere l’anima al diavolo per un po’ voti e di ribalta mediatica.
Donne, ma non lo capite che sono proprio questi, quelli che vi sfruttano?
Vi portano in piazza per una “caccia alle streghe” inesistente, ma se ne guardano bene di impegnarsi,con tanto sacro furore, in quella che è LA VERA EMERGENZA, non chè la prima causa di morte per il genere femminile: la violenza degli uomini siano essi compagni o estranei.
Mai un fiato di protesta per condanne ridicole agli autori di stupri. Mai una debole vocina che si alzi a denunciare la vergogna delle attenuanti concesse ai suddetti: i jeans stretti, l’essere non più vergine ecc.
Ancora nel 2008, noi donne andiamo a “cercarcelo” lo stupro. Ci manca solo che chiedano alla vittima se ha provato piacere.
Eppure davanti a questo abominio le femministe tacciono eccome se tacciono. Tacciono anche contro le terribili violazioni dei diritti umani che l’islam pratica contro le donne. Hanno taciuto per Hina e la Reggiani e per tutte coloro che hanno pagato con la vita, il loro falso impegno a favore delle donne.
E poi blaterano di "diritto alla vita" della donna. dimenticando che tale diritto non é solo prerogativa della madre, ma anche del figlio e che essere contro l'aborto, non vuol dire essere contro una legge che purtroppo DEVE regolamentarlo, ma essere contro la MENTALITA' CHE ESISTE UN UNICO DIRITTO ALLA VITA QUELLO DELLA MADRE.
Non bisogna eliminare la legge, ma agire sulla mentalità imperante, perchè l'aborto diventi una tragedia inevitabile e non una comoda scappatoia, come in tanti, troppi casi.
Ma questi "paladini" dei diritti delle donne, intorbidano le acque, creano il caso e poi "ci marciano su".
Che schifo, manco il rispetto per il dramma di coloro che dicono di voler difendere.
Orpheus


Pubblicato il 15/2/2008 alle 16.2 nella rubrica Diritti Umani.

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