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Aborto: quel blitz in corsia é un "atto voluto"

 

Mi domando cosa hanno in testa i magistrati napoletani.
In tutto mostrano una tempestiva applicazione della “legge”, tranne che nel colpire i responsabili del disastro ambientale che sconvolge Napoli e la Campania da tre lustri.
Mi riferisco al blitz della polizia nel reparto d’ostetricia del Policlinico Federico II di Napoli, per raccogliere le “prove” d’un possibile reato, e cioè le cartelle cliniche attestanti l’aborto di una donna di 39 anni, appena eseguito,il feto(morto già da due giorni), le deposizioni della paziente, di una sua vicina di letto e del corpo medico.
Nove agenti, dicasi nove hanno messo in subbuglio l'intero reparto, manco fosse stato un "blitz anticamorra" ha commentato  Francesco Leone, responsabile del servizio Ivg della clinica ostetrica.
Non mi risulta che il Federico di Napoli, sia l’antro di una mammana, e francamente trovo strumentale il motivo di tanta spropositata solerzia nell’accertare che siano stata osservata la 194.
Sono 30 anni che è stata approvata, e non ho memoria di blitz simili.
Perché adesso, proprio adesso ne salta fuori uno, oltretutto a seguito di una telefonata anonima?
"Atto dovuto" ha spiegato il pm Vittorio Russo, bersagliato di critiche per un’iniziativa a dir poco discutibile.
Più che “atto dovuto” ha molto l’aria di essere un “atto voluto” orchestrato in modo da turbare e offendere una povera donna, già provata da un’esperienza dolorosa, quale è l’aborto terapeutico.
La puzza di bruciato la si sente lontano un miglio, grazie a questo blitz, il fronte abortista è potuto insorgere in pompa magna, contro la “presunta” rozzezza degli anti-abortisti, la Turco ha potuto parlare di “caccia alle streghe” e oggi in piazza ci saranno sit in e proteste.
La famosa ciliegina sulla torta, assicurata lo ripeto da una telefonata anonima.
Trovo veramente indegno strumentalizzare politicamente un tema che attiene la coscienza di ognuno di noi come quello dell’aborto e che deve essere affrontato con grande delicatezza etica.
Esiste, sull’aborto una legge dello Stato che la magistratura ha il dovere di fare rispettare, ma non in modo talmente rozzo e irrispettoso del dramma personale di una donna. Non mi si dica che non si poteva, vista la denuncia ANONIMA, procedere agli accertamenti con più tatto, senza far invadere la corsia dalle forze dell’ordine. Purtroppo siamo in vista di elezioni e c’è chi pensa di trarne vantaggio dallo squalificare gli antiaboristi e dall’accostare il ritorno al potere della destra, con il ritorno delle mammane. Non è così, nemmeno la Chiesa chiede l’abolizione della 194, ma intorbidare le acque, fa buon gioco.
Da notare anche che tutto questo “fervore moralista” arriva sempre dalla magistratura napoletana, in prima fila nel combattere presunte raccomandazioni di attricette e presunti aborti illegali (in un ospedale sic!), ma parecchio latitante nel combattere il cancro che sta distruggendo Napoli: la collusione fra camorra e politica.

Quanto poi, alla parte politica che strumentalizza il tema dell’aborto, per conquistare seggi in Parlamento, ricorrendo a simili “mezzucci” che calpestano il dolore e la dignità umana  …si commenta da sola.
Orpheus

Pubblicato il 14/2/2008 alle 11.19 nella rubrica Sinistra indegna.

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