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Il barbaro assassino di Daniel Pearl condannato a morte dal Pentagono

 
Il Pentagono ha chiesto la pena di morte per Khalid Sheikh Mohammed e altri 5 terroristi, ritenuti responsabili  dell’attacco all’America dell’11 settembre 2001, che costò la vita a 2.973 persone.
Ma Khalid, é anche un killer spietato che ha ucciso personalmente uomini, donne e bambini.

Il caso più clamoroso é stato la decapitazione del giornalista Daniel Pearl. Trucidato a Karachi, il primo febbraio 2002. 
Un delitto orrendo. "Ho decapitato con la mia mano destra benedetta l’ebreo americano. A coloro che desiderano avere delle conferme è sufficiente andare su Internet dove compaio in alcune foto tenendo in mano la sua testa", afferma Khalid Sheikh Mohammed  con un tono di sfida...
Adesso sei anni  e 10 giorno dopo, per il suo carnefice é stata chiesta la pena di morte, ma almeno lui avrà un processo, potrà difendersi, e non sarà sgozzato dopo essere stato costretto a dire: "Mio padre è ebreo, mia madre é ebrea, io sono ebreo". Sua moglie era incinta di cinque mesi, Daniel é morto senza poter veder nascere suo figlio.

Immagino che la richiesta del Pentagono, farà molto scalpore sui media, che riprenderanno a propinarci la solita manfrina su come "siano- Kattivi-gli-americani" e su "quanto-sia-crudele-Guantanamo"...la solita aria fritta che spacciano per rispetto dei diritti umani, diritti che quando sono violati in Iran o in Cina o a Cuba non interessano nessuno.
A nessuno interessano le torture delle carceri iraniane, subite non da terroristi sanguinari, ma da studenti, donne, dissidenti.
A nessuno interessano le impiccagioni, anche se a penzolare da una forca é una giovane donna incinta.
A nessuno interessano le lapidazioni, le frustate, le amputazioni, gli accecamenti, le percosse più feroci.
La buona coscienza dei sepolcri imbiancati si risveglia solo quando l'America fa giustizia.
Orphues

Pubblicato il 11/2/2008 alle 22.21 nella rubrica America.

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