Blog: http://Orpheus.ilcannocchiale.it

Foibe ancora censurate, dai libri di storia al Teatro Brancaccio- vince la censura rossa

La vignetta di Forattini
Il dieci febbraio è la giornata nazionale per il ricordo delle Foibe. Un tributo doveroso al dramma avvenuto nel dopoguerra che ha visto migliaia di civili italiani uccisi e gettati nelle foibe (cavità carsiche) ad opera dei titini rossi. E’ dal 2005, grazie all'ex- Presidente Ciampi, che si celebra tale giornata, ma la sinistra comunista e “pacifista” non ci sta a riconoscere il passato di crimini contro l'umanità e di sangue del comunismo e quindi parla di “revisionismo sulle foibe” e di “propaganda neo-fascista”, continuando a negare la storia e ad offendere la memoria di chi ha subito una morte orribile, "infoibato" dai titini.
Già solo questo sarebbe grave, se la suddetta sinistra non mettesse in atto una vera e propria scandalosa censura.
E’ successo a Roma, ormai diventata “Caput Immundi” per le bravate di questi “nazisti rossi”, che sono arrivati a picchiare un dissidente cinese, alla presentazione del suo libro sui laogai, colpevole di essere un “neo-fascista” e di voler screditare il comunismo cinese, e che ogni anno in questa data non mancano mai di profanare il ricordo delle foibe.
Le polemiche, quindi come da copione, si sono riaccese in questi giorni e sono culminate nella decisione adottata dalla direzione del teatro Brancaccio di annullare il convegno dal titolo "Istria, Fiume, Dalmazia: anche le pietre parlano italiano", al quale avrebbero dovuto partecipare esponenti istituzionali come Silvio Di Francia, assessore alla Cultura del Comune di Roma, e il capogruppo di An in Campidoglio, Marco Marsilio.
Convegno annullato in seguito alle intimidazioni becere dei collettivi che nei giorni scorsi «sono arrivati a lanciare fumogeni tra il pubblico, annunciando contestazioni e manifestazioni violente per impedire che si tenesse la celebrazione. “A questi estremisti», ha dichiarato Marco Marsilio, “hanno dato fiato esponenti della sinistra radicale, ma anche il delegato alla Memoria del sindaco Veltroni, Alessandro Portelli”.
Ovviamente questi “nazisti rossi” si dicono soddisfatti “di una decisione che, oltre ad evitare tensioni, dimostra che la città di Roma non è disposta ad accogliere nel silenzio iniziative di propaganda neofascista”. Chi crede nella democrazia, lo è un po’ meno.
Questa è l’aria che si respira nel nostro Paese: un’aria fetida perché puzza di dittatura, un’aria che si sperava archiviata con la caduta del fascismo e che invece è tornata a soffiare forte, grazie a questi violenti, arroganti, intolleranti, ignoranti, ciechi prevaricatori che adottano gli stessi metodi dello squadrismo fascista, e  hanno la stessa disumanità dei nazisti.
Orpheus


Krancic

Pubblicato il 8/2/2008 alle 12.34 nella rubrica Sinistra indegna.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web