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Il PD va da solo...ma non troppo

 Veltroni: corsa elettorale © Alfio Krancic Veltroni: corsa elettorale © Alfio Krancic
In principio Walter aveva deciso di ballare da solo, ma sparito all'orizzonte il governo di "scopo", si prepara ad aprire le porte del PD.
Per i
primi i radicali, un tempo un gruppo di donne e di uomini molto tosti che non guardavano in faccia a nessuno. Oggi, finiti nel vicolo cieco della rosa nel pugno, vedono come unica via d’uscita l’intesa col pupone del Campidoglio. Lui tace, ma lascia fiorire le indiscrezioni. Un accordo è impossibile, ma forse uno strapuntino, un diritto di tribuna si può concedere. Alla Bonino, naturalmente, non a Pannella. Al loft è tutto un elencare: questo sì, questo no, questo nì. Non c’è dubbio insomma che i fieri leoni radicali vengono scelti con bettiniano rigore sperando di non urtare troppo la sensibilità dei teodem del partito.
Fra i teodem l’alleato più pericoloso di Walter Veltroni rischia di diventare Giuliano Ferrara. La sua campagna potrebbe portare ad una lista integralista che darebbe un terribile fastidio al Pd. Probabilmente creerebbe qualche problema anche al centrodestra, ma sicuramente sarebbe una spina nel fianco per il partito che dovrebbe tenere al suo interno radicali e cattolici a denominazione d’origine controllata come l’onorevole Binetti.
Ma andiamo oltre
Come un sol uomo Lusetti del Pd e Giordano del Prc hanno invocato un ''accordo tecnico'' al Senato tra il ''solitario'' Pd e la ''Cosa Rossa''. Siccome nel Pd confluiranno Boselli, Di Pietro, Sbarbati, D'Amico, Cusumano, Follini, Bonino e altri cespuglini, il risultato al Senato -Camera più difficile per il vincitore- sarà esarttamente quello di sempre: l'ammucchiata degli anti berlusconiani. E' esattamente, peraltro, quanto previsto e prennunciato giorni fa da Casini in televisione.
Il bello è che l'unica cosa che Veltroni dice e denuncia in questo giorni è l'ammucchiata del centrodestra (che non farà accordi ''tecnici'', ma incamererà molti partitini in Fi, si articolerà al solito su 4 partiti e non farà nessun accordo ''tecnico''), a cui contrappone la propria purezza. Invece non sarà affatto puro: sommerà semplicemente la gioiosa macchina di guerra del '94, con la sua evoluzione del '96, la desistenza, con il pastrocchio del 2006, ''l'accordo di programma'', nell'ingloriosa sintesi dell''accordo tecnico'' con la sinistra radicale. Stessa baracca.
Se tutto ciò sarà confermato, c'è solo da sperare che questa volta gli italiani, non ci caschino, altrimenti avremo un "Prodi" ter, con Veltroni al posto di Prodi, alla guida del solito caravanserraglio con la Binetti e la Bonino, Di Pietro e Pecoraro...
Orpheus


Pubblicato il 5/2/2008 alle 21.54 nella rubrica l'Asinistra.

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