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L'orgoglio dei magistrati...

 
Possono essere orgogliosi i magistrati italiani, non per la loro competenza, integrità e imparzialità, no, possono essere orgogliosi d’aver ammazzato la Giustizia in questo disgraziato paese.
Possono essere orgogliosi d’aver reso impossibile, ad una semplice cittadina come me, di potersi fidare della Giustizia da loro amministrata e quindi poter distinguere fra il bene e il male, fra l’uomo politico corrotto e disonesto e il politico onesto ma perseguitato da una magistratura disonesta.
Possono essere orgogliosi, si molto orgogliosi d’aver venduto l’anima al diavolo e con essa la speranza di ognuno di noi di avere una classe politica più sana e una nazione migliore.
Ieri ho scritto un pezzo  non molto “gentile” su Totò Cuffaro, tre ragioni mi hanno spinto a farlo:
1.La condanna di Cuffaro
2.Gli articoli scandalistici sui famosi “cannoli di Cuffaro”
3. Eh, aimé devo ammetterlo un certo preconcetto verso la classe politica siciliana.
Oggi apprendo che i famosi festeggiamenti a base di Cannoli, sono stata un’abile montatura scandalistica e che la condanna è alquanto inconsistente.
Cuffaro, in pratica è stato condannato  per aver avvertito un amico di infanzia, Michele Aiello, di avere il telefono sotto controllo. Tutto qui. Questo è il famoso “favoreggiamento” che è stato sbandierato a destra e a manca. Vent'anni di intercettazioni e 2 milioni e 800mila telefonate registrate non sono bastati a far condannare Totò Cuffaro per mafia, il giudice non ha trovato tracce di mafia in milioni, decine di milioni di parole registrate su nastro.

Ma quello che ha fatto Cuffaro è mafia?

Nemmeno per il giudice che l'ha condannato, per ciò è saltato fuori il favoreggiamento. Quello che ha fatto Cuffaro lo facevano persino due marescialli della Procura di Palermo, Giorgio Riolo e Giuseppe Ciuro, (vicini al pm Antonio Ingroia e al sostituto Guido Lo Forte), quelli stessi che per conto della Procura mettevano le cimici nelle case degli indagati, e poi li avvertivano. Le “talpe” erano gli stessi “gatti” della Procura antimafia, coloro che davano la caccia ai “topi” della mafia. “Come facevo a pensare a male - ha detto uno dei due marescialli, quello che spiava e insieme informava Michele Aiello, il Re Mida delle cliniche, se Aiello faceva i bagni di mare assieme al Pm, se d'estate stavamo tutti e tre sotto l'ombrellone, io Aiello e il Pm”?
Eh…già “misteri” della magistratura palermitana…

Cambiamo regione e passiamo alla Campania: Antonio Bassolino, non si è dimesso. E non l’ha fatto perché lui per la magistratura campana è intonso come un “campo di neve”, peccato che la regione da lui amministrata non lo sia altrettanto, anzi è un girone infernale di monnezza, affari sporchi, concussioni, clientele, legami opachi con la camorra, alla quale viene imputato il disastro ambientale (come se la camorra governasse al posto delle istituzioni, e se lo fa, ciò succede con il beneplacito delle stesse).
Antonio Bassolino non è stato intercettato, non sono state fatte indagini, magari anche solo per sapere dove sono finiti i milioni di euro elargiti dallo stato in tanti anni di emergenza rifiuti, SENZA CHE NULLA SIA STATO FATTO.
E mi domando non è strano che su Bassolino nessuno dica nulla? Silenzio di tomba.
Non è bizzarro che Bassolino non sia intercettato, indagato, e se il caso processato e condannato?
Vent’anni d’intercettazioni per Cuffaro e Bassolino?
Non è singolare che la magistratura campana si affanni dietro a Berlusconi, invece di sollevare i coperchi che tengono nascosto il “putridume” che ha avvelenato la Campania, a tutti i livelli?
E infine non è una vergogna che Bassolino non si sia nemmeno dimesso?
Quindi come si può condannare moralmente un cuffaro, quando chissà quanti bassolini, grazie ai guasti della magistratura la fanno franca, s’ingrassano e vivono pacificamente grazie alla cecità di una giustizia così mal amministrata?
Sono stata proprio un’ingenua, in fondo, un residuo di fiducia l’avevo nella giustizia…
Orpheus

Pubblicato il 27/1/2008 alle 16.24 nella rubrica Giustizia indecente.

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