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Tanto tuonò che infine piovve..

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Clemente Mastella dopo aver dato un numero considerevole di ultimatum al governo, ha messo in atto la minaccia e ha lasciato la maggioranza. E' crisi.
La bomba é arrivata alle 18,30 di oggi.
Non si può dire di certo che é stato un fulmine a ciel sereno. Nubi fosche si erano addensate sul futuro di questo sgangherato esecutivo, tanto che persino Veltroni da bruco s'è trasformato in leone, e sabato ha dichiarato che il Pidì correrà da solo (ovvio una coalizione di partiti di sinistra avrebbe le stesse probabilità di stare a galla, che ebbe il Titanic dopo il ‘vis-à-vis’ con l’ice-berg.)

Come avevo previsto, è stato il preludio alla débaclè prodiana.

Mastella (da gran furbacchione) chiede subito il voto: ovvio con l’attuale legge elettorale lui e i suoi tre senatori (dicasi TRE) possono fare la differenza. Ergo se si va subito al voto, c’è il rischio tutt’altro che peregrino d’avere ancora a che fare con i soliti ‘cespugli’ rissosi e ricattatori.
Ci vuole SUBITO una legge elettorale, con uno sbarramento che tagli fuori i nanetti e ridia al parlamento italiano una qualche parvenza di serietà istituzionale.
Meglio sarebbe il referendum, ma ormai, a causa dei tempi, mi sembra una soluzione poco praticabile.

Intanto Prodi fa sapere che non è intenzionato a salire da Napolitano, malgrado l'uscita di un partito dalla maggioranza sia un fatto che ha un rilievo istituzionale. Domani mattina alle 9 ci sara' la Conferenza dei capigruppo della Camera che decidera' se Prodi dovra' illustrare la relazione sulla giustizia oppure se dovra' fare altre comunicazioni. Lo rende noto il capogruppo dei deputati Pd Antonello Soro, lasciando palazzo Chigi. Soro ha definito Prodi "sereno".
Nessun dubbio in proposito Prodi è sereno fin dall’inizio di questa legislatura, peccato che gli italiani non lo siano affatto. Far finta che tutto vada bene è la tattica che ha scelto per poter continuare a stare a Palazzo Chigi. Adesso sta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dimostrare agli italiani che non è stato messo lì per parare il c****o a Prodi e alla sinistra.
Mi rimane solo un osservazione da fare, ma se nell'indentica situazione Berlusconi si fosse rifiutato di salire d'allora presidente Ciampi, come l'opposizione avrebbe commentato l'accaduto?
Come minimo il Cav. sarebbe stato paragonato a Mussolini e il governo al regime fascista. O no?
Orpheus

Pubblicato il 21/1/2008 alle 21.47 nella rubrica l'Asinistra.

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