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Fango a badilate su Di Pietro, Pecoraro e il governo

 

Che fra Clemente Mastella e Antonio Di Pietro non corresse buon sangue è saltato all’occhio fin dal secondo giorno di questa sciagurata legislatura.E in questi giorni Di Pietro è 'andato a nozze'.
Ovvio che Mastella gli tirasse una bordata da 90: “Io in un governo con Di Pietro non ci posso stare più. Un signore che si permette di attaccarmi e che intanto ha fatto avere al giudice di Brescia che lo prosciolse un incarico da tre milioni di euro in faccende di autostrade...”
Giù una badilata
Poi Clemente spara a zero anche su Pecoraro :” Per non parlare di Pecoraro Scanio: io- prosegue Mastella- mi dimetto per un avviso di garanzia. Lui ha seppellito la Campania di rifiuti e resta al suo posto".
E giù un’altra badilata. 
L'ira funesta del ceppalonide Mastella si rivolge , infine contro il governo, colpevole di averlo "lasciato solo senza nemmeno un vicepremier": "Se la maggioranza non vota lunedì una mozione di totale condivisione con quanto detto dal ministro Mastella in Aula, e cioé una formula del tipo ascoltata la relazione del governo la si approva, non c'é più la maggioranza non solo numerica ma politica. I nostri voti non si
contano più".
A Napoli i rifiuti hanno invaso le strade, a Roma il fango ha ormai sommerso i Palazzi del Potere, dove un ministro indagato ricatta il governo, o avrà il suo TOTALE appoggio, o il suddetto ministro obbligherà i suoi a uscire dal governo e lo farà cadere.
Che farà Tonino-Grillo Parlante, lunedì?
Voterà anche lui la mozione di “totale condivisione” con quanto proferito dal nemico Mastella? Se si, vada a nascondersi insieme al suo degno compare Mastella, nella tonnellata di fango in cui questo governo razzola senza ritegno. 
Orpheus

Pubblicato il 18/1/2008 alle 22.55 nella rubrica Sinistra indegna.

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