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Israele e l'amore per la vita

 
Sarà perchè gli israeliani si alzano tutte le mattine, senza sapere se vedranno il sole tramontare, se riabbracceranno i loro cari, se la loro casa, la loro scuola, il loro negozio non finirà in pezzi e calcinacci, sarà perchè hanno visto sangue e brandelli di corpo umano, per la strada, fra i rottami di un bus, fra le macerie di una discoteca, di un mercato, di un ristorante...sarà perchè conoscono molto da vicino la morte e ci convivono ogni istante della loro vita, con coraggio, speranza e fede. Sarà per tutto questo che amano e rispettano profondamente la vita. 
Da Gerusalemme arriva quindi il si alla moratoria per l'aborto dall'associazione pro-life "Efrat" del medico chirurgo Eli Schussheim, un eroe in Israele. Sedicilima bambini sono nati grazie a lui, e nessuna delle madri si é MAI pentita di aver fatto nascere il proprio bambino.
Il pentimento, il rimpianto e i rimorsi sono appannaggio solo di quelle donne che hanno deciso di spegnere il "soffio della vita" che portavano in grembo.
Il dottor Schussheim dirige da vent’anni la più grande organizzazione antiabortista. 
Quando il faraone ordinò l’uccisione di tutti i nuovi nati ebrei, disse alle levatrici: "se è un maschio, lo farete morire; se è una femmina, potrà vivere”. Le levatrici disubbidirono e lasciarono vivere i bambini. Una di loro, Miriam, sorella di Mosè, acquisì così il nome di Efrat, che risale all’espressione ebraica “pru u’revu”, il precetto “siate fecondi e moltiplicatevi”.
“Efrat svolge lo stesso ruolo in Israele che ebbe Miriam in Egitto” dice Schussheim, arrivato in Israele nel 1964, anno in cui iniziò la sua battaglia contro l'aborto tramite un' organizzazione che aiutasse le donne a tenere i loro figli.
"Molte madri sono state convinte dalla nostra organizzazione a non abortire -afferma il dottor Schussheim-  nessuna di loro oggi si pente di averli salvati da un aborto che sembrava inevitabile. Abbiamo aiutato a far nascere 16 mila bambini”.
Sedicimila bambini che sono stati un "grumo di cellule"...
Orpheus

Pubblicato il 10/1/2008 alle 21.10 nella rubrica Diario.

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