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La UE condanna le pressioni della Cina agli Stati "amici" del Dalai Lama


La Cina è tornata ad esprimere la sua contrarietà per la visita a Roma del Dalai Lama, a conclusione di un viaggio in Italia di dieci giorni.
Il governo cinese ha reso noto tramite il suo ministero degli Esteri di non apprezzare il sostegno o le manifestazioni di simpatia nei confronti del leader tibetano in esilio.
Il Dalai Lama, oggi a Roma per il Summit della Pace, ha parlato in  Campidoglio al fianco del sindaco della capitale Walter Veltroni. Incontrerà il presidente della Camera Fausto Bertinotti, ma non è stato invitato in Vaticano da papa Ratzinger. (se per questo nemmeno da Prodi, D'Alema o Rutelli NdO)
Intanto, con una risoluzione votata da tutti i gruppi politici, tranne gli euroscettici di Ind/Dem, il Parlamento europeo ha votato a Strasburgo una risoluzione che mette le autorità di Pechino sul banco degli imputati, ricordando tutte le violazioni dei diritti umani e condannando le pressioni della Cina agli "Stati amici" del Dalai Lama.
Il Parlamento europeo chiede al governo cinese di avviare degli autentici negoziati con il Tibet "tenendo in debita considerazione le richieste di autonomia per il Tibet da parte del Dalai Lama" e invita ad "astenersi dall'esercitare pressioni su Stati che hanno relazioni amichevoli con il Dalai Lama".
Gli eurodeputati, inoltre, ribadiscono la loro preoccupazione per le notizie di continue violazioni di diritti umani che "riguardano torture, arresti arbitrari e detenzioni, repressione della libertà religiosa, limitazioni arbitrarie del libero movimento e riabilitazione attraverso i lavori forzati".
Deplorano l'intensificazione della campagna "di educazione patriottica" in atto dal 2005 nei monasteri e nei conventi tibetani, che obbliga "i tibetani a sottoscrivere dichiarazioni di denuncia del Dalai Lama come pericoloso separatista".
Per l'Assemblea di Strasburgo l'Ue non ha colto "l'opportunita' dell'imminenza dei giochi olimpici per affrontare i casi scottanti dei diritti umani in Cina".
Gli europarlamentari ritengono infatti che le Olimpiadi di Pechino del 2008 "dovrebbero costituire un'importante occasione per focalizzare l'attenzione del mondo sulla situazione dei diritti dell'uomo in Cina". Quanto alle violazioni della liberta' di espressione il Parlamento europeo si dice preoccupato per il controllo e la censura dell'informazione via internet e invita le autorita' cinesi "a porre fine al blocco di migliaia di siti web, tra cui quelli di mezzi d'informazione europei" e a rimettere in liberta' lo scrittore Yang Maodong e gli altri 50 cyber-dissidenti e utenti del web detenuti in Cina.
Le relazioni commerciali dell'Ue con la Cina, chiedono gli eurodeputati, "siano subordinate a riforme in materia di diritti dell'uomo
"Per quanto riguarda la visita del Dalai Lama in altri paesi, abbiamo spiegato nei dettagli la nostra posizione in diverse occasioni", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang.
Da L'Occidentale
Era ora....
Orpheus

Pubblicato il 13/12/2007 alle 22.47 nella rubrica Diritti Umani.

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