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Un piccolo grande uomo che fa paura


È sconfortante vedere Bertinotti chiudere la Camera al XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, per la sua visita in Italia. ''La Camera è chiusa alle celebrazioni'', questa la scusa addotta dal Presidente della Camera.
 Il motivo lo sappiamo: paura di rappresaglie diplomatiche da parte della Repubblica Popolare Cinese (uno stato che cresce economicamente grazie ad un lavoro quasi schiavile, e dove vengono eseguite mille condanne capitali l'anno): è la solita storia, la solita italica paura per la pecunia che ci ha fatto piegare la schiena dinanzi a tiranni come Gheddafi o agli sceicchi che volevano le spiagge ''divise'' per le donne. È sconfortante se la si paragone con la decisione tedesca ( ''in casa mia invito chi voglio'' così Angela Merkel all'arrogante Cina) o alla coraggiosa decisione americana di concedere a questo monaco la Medaglia del Congresso.Ma quello che sconforta è vedere come i rivoluzionari violenti siano sempre preferiti a quelli non violenti. Il Dalai Lama non predica l'odio ( ''un buddhista non odia nessuno'' sono parole sue) nonostante abbia visto la sua gente massacrata e lui stesso sia stato scacciato dai vandali maoisti.
Il Dalai Lama è a capo di una rivoluzione non violenta di cui abbiamo visto alcuni frutti in Birmania. Ma la commozione per i monaci birmani sembra passata.
Il Dalai Lama, il rivoluzionario del non-odio, sembra rifiutato da coloro che non disdegnano di stringere le mani insanguinate dei rivoluzionari violenti come Nasrallah, di coloro che vorrebbero stringere accordi con gli assassini di Hamas, di coloro che si ostinano a richiamarsi all'ideologia di Lenin, l'impiccatore di borghesi ai lampioni di San Pietroburgo, o di ''el Che'' istitutore di campi di concentramento come e dello stesso Mao, il massacratore del popolo del Dalai Lama ( nonchè l'uomo che ha causato il più gran numero di morti nella storia: dai 50 ai 70 milioni stimati). Perchè si vogliono stringere le mani dei rivoluzionari violenti, perchè questa voglia di sdoganare hamas ed hezbollah, questo giustificare il terrorismo, quando poi si chiudono le porte in faccia ad un piccolo grandissimo leader spirituale? Perchè si preferiscono i predicatori di odio islamisti al predicatore di non-odio buddhista? La solita, maledetta paura: paura della Cina, paura degli islamisti, paura di tutti coloro che minacciano. La storia di Pilato che condanna Gesù per paura di Barabba. La storia dirà quanto fu vergognoso stringere le mani di hamas e non quelle del Dalai Lama.
Magdi Allam-Corriere della Sera
Un'altra perla da aggiungere alla sfilza di figuracce internazionali che questo governo ha collezionato dal momento stesso in cui si é insediato..
Un governo di ominicchi e quaquaraquà.
 

Pubblicato il 9/12/2007 alle 21.53 nella rubrica l'Asinistra.

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