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Appello di Ayaan Hirsi Ali, senza fondi per pagarsi la scorta

 
Ayaan Hirsi Ali, è una donna coraggiosa. Le toccò, e ne fu felice, il ruolo di aiuto regista di "Submission", il cortometraggio che costò la vita al regista Theo Van Gogh, ucciso da un fanatico dell'Islam. Quella volta Ayaan riuscì a fuggire, sebbene gli amici di Allah l'avessero giurata anche a lei. La scomunica dell'estremismo islamico e le minacce di morte ad ogni pie' sospinto le sono valse la necessità di una scorta che la segua perennemente. Una scorta che deve pagarsi da sola, visto che lo stato olandese non vuole più pensarci. Così ha pensato ad una "raccolta fondi" online. Da ieri sull'apposita sezione "sicurezza" del suo sito, è possibile effettuare donazioni utilizzando anche sistemi ormai diffusi di pagamento online come "paypal", molto usato ad esempio dal sito di aste online Ebay. Per chi è più tradizionalista, esiste comunque la possibilità di un versamento ordinario allo Ayaan Hirsi Ali Security Trust, creato appositamente per l'occasione. Dopo la morte di Van Gogh, nel 2006 aveva cominciato a lavorare negli Usa per l'American Enterprise Institute. Dal giorno dell'omicidio del regista, fino allo scorso primo ottobre, le spese per la sicurezza di Ali erano state sostenute interamente dallo stato olandese. Poi la Seconda Camera del Parlamento dell'Aja decide di annullare il pagamento, affermando che «i costi non sono più sostenibili», visto e considerato che Hirsi Ali «non è più una parlamentare e non abita più stabilmente in Olanda». Anche l'American Enterprise Institute rifiuta di accollarsi la spesa per proteggerla. Una spesa che, secondo il ministro della Giustizia olandese Ernst Hirsch Ballin, si attesta intorno ai 2 milioni di euro l'anno. Di qui la decisione di Hirsi Ali di chiedere fondi ai suoi fan. «La signora Hirsi Ali -si legge nel sito - deve procurarsi da sola i fondi per il finanziamento della propria costosa, ma necessaria protezione». L'idea di chiedere fondi via Internet, si legge nel sito, è venuta «in risposta ai numerosi cittadini privati che hanno espresso interesse a dare il proprio aiuto».
Da Libero
La vita di questa donna coraggiosa é stata un'odissea di dolori. Fin da quando, da piccola é stata infibulata. Scappata dalla famiglia per sfuggire ad un matrimonio combinato, ha sempre lottato come una tigre per i diritti negati delle donne musulmane.
Purtroppo i nostri governi filo-islamici non hanno gradito, e si é ritrovata senza un paese che l'accogliesse e la protegesse.
La lottta all'integralismo islamico, si fa anche aiutando donne come Hayaan.
Orpheus

Pubblicato il 5/12/2007 alle 19.50 nella rubrica Appelli e petizioni.

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