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Per la sinistra, Clementina non é più "darling"

 
Non sono un tifoso di Clementina Forleo. Non mi piace la giustizia usata per far politica e mi ripugna lo sputtanamento mediatico degli indagati. La sinistra pratica questi vizi da molti anni. Poi, quand'è sotto accusa, riscopre le virtù del garantismo. Diciamola tutta. La Forleo non doveva scrivere che Fassino e D'Alema erano ben consapevoli di favorire Consorte nella scalata bancaria? È prova del suo squilibrio la lite con poliziotti che avrebbero maltrattato un extracomunitario? Può darsi che quei due preferiscano passare per scemi manipolati, ma i conti non tornano. Quando il pm Di Pietro e il gip Ghitti si scambiavano pizzini per suggerirsi chi, come e quando accusare, in violazione di quasi tutte le nostre leggi, ci fu azione disciplinare? No. Elessero Ghitti al Csm, così poteva giudicare gli altri magistrati. Quando dalla procura di Milano spedirono la Guardia di Finanza per sequestrare, alla Camera, i bilanci dei partiti, pubblicati su tutti i giornali, ci fu reazione proporzionata? No. L'allora presidente, Napolitano, chiuse presto l'"incidente". Quante cose ci tocca dimenticare, del nostro Presidente. E poi, fateci caso: se un magistrato femmina s'occupa di malaffari riconducibili alla piovra berlusconiana, trattasi di donna coraggiosa, ma se capita rivolga lo sguardo a sinistra, diventa un' esibizionista isterica. È ingiusto, oggi, anche solo immaginare che certuni siano stati consapevoli. Ma era giusto, ieri, condurre processi sulla base del bestiale "non poteva non sapere". Tutto questo è da condannarsi con ogni forza. È la barbarie arrogante di un Paese che ha ammazzato la giustizia.
Davide Giacalone-Libero
Contrordine compagni la Forleo non sarà fatta "santa subito", ma la prossima volta che attaccherà "la piovra Berlusconiana".
Nel frattempo fatevi due spaghi alla "carbonara"...
Orpheus

Pubblicato il 29/11/2007 alle 22.40 nella rubrica Diario.

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