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La penultima ''ultima volta'' di Rifondazione

 

Se “l’ultima volta” di Rifondazione non sarà invece e ancora la “penultima”, i temi che il partito di Bertinotti e Giordano si appresta a mettere sul tappeto della verifica di gennaio non potrebbero che far suonare la definitiva campana a morte per il governo Prodi.
E’ stato il capogruppo del Prc alla Camera, Gennaro Migliore, a mettere in fila gli argomenti sui quali intendono confrontarsi con il premier e la maggioranza. C’è un “se” grosso come una casa, ma non vi sono dubbi che una coalizione che va da Mastella ai comunisti non pare in grado di trovare un accordo né sulla cancellazione della legge 30 (nel programma si era utilizzata l’ambigua parolina “superamento”) né, tanto meno, sui Pacs.
Tutto è possibile, ma il Prc è ormai una polveriera: un quarto della rappresentanza parlamentare ha dovuto essere ricondotta alla disciplina di partito sul welfare e trova sempre più spazio la preoccupazione di deludere il proprio elettorato, sul quale preme il partito di Diliberto (bastava sentirlo ieri a Ballarò).
Così Migliore ha ribadito: “ingoieremo il rospo fino a fine anno e poi non ci faremo più frenare”. Alla lista della spesa ha aggiunto un maggiore impegno su ricerca e innovazione (su questo non mancheranno le solite rassicurazioni a parole), l’approvazione del ddl Amato-Ferrero sull’immigrazione e un taglio delle spese militari (non importa se “di pace”), con l’uscita “dal progetto di costruzione del nuovo cacciabombardiere”.
Sugli impegni militari il Prc ha lanciato un primo segnale astenendosi in commissione Difesa sulle risorse destinate al settore. Appuntamento a gennaio, dunque. A meno che Rifondazione, come ha detto qualcuno, “non si cali nuovamente i pantaloni”.
Da Potere Sinistro
Tutte chiacchere, sono due anni che strepitano, urlano, minacciano e poi si mettono quieti, quieti in fila e votano come Prodi comanda.
Ormai se ne sono accorti anche i più "orbi"...
La troppa paura di perdere la poltrona e ritornare all'opposizione per i prossimi 10 anni, fa si, che vadano contro tutte le promesse fatte in campagna elettorale e portate avanti nei cinque anni del governo Berlusconi, con decine e decine di manifestazioni in piazza.
Si stanno suicidando, perchè tanto opportunismo e mancanza di onestà gli costerà un bel po' di voti.  
Orpheus

Pubblicato il 28/11/2007 alle 23.41 nella rubrica Diario.

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