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L’uomo del Monte(citorio) ha detto no, al Dalai Lama


Ma che strani paladini dei diritti umani, che assoggettano la difesa degli stessi, al “protocollo” sull’uso dell’Aula di Montecitorio, perché come afferma il melenso pacifista a senso unico Fausto Bertinotti
: “Nell'emiciclo si svolgono solo lavori parlamentari, non celebrazioni”.
Insomma, mica possono scombussolare le “abitudini” di Montecitorio per un qualsiasi “Dalai lama” con la sua “richiestucola” sulla libertà del Tibet, oppresso da decenni dalla Cina comunista che piace tanto a Bertinotti.
D’altronde lo stesso Bertinotti, affetto da un’inguaribile cecità ideologica ha affermato che non vede “proprio persecuzioni religiose in Cina", ragion per cui, coerentemente non vedendole mica s’affanna a combatterle.
Quello che sconcerta è, che sempre Bertinotti, si proclama pacifista, ma quello che veramente lascia basiti è che abbia un nutrito seguito di “boccaloni” che crede a tutte le sue sparate. Senza rendersi conto dell’illogicità, nonché disonestà intellettuale di certe affermazioni. O forse se ne rendono conto e sono come il proprio leader.
Detto questo, poteva Prodi essere da meno e dare un grosso dispiacere a Bertinotti, Diliberto &soci , ricevendo il Dalai Lama?
Figurarsi, meglio non farli arrabbiare quelli e mettere a rischio la “stabilità” del governo, quindi il nostro mortadellone nazionale è orientato a non ricevere il Dalai Lama. Idem Massimo D'Alema in arte Ministro degli esteri, in tutt’altre faccende affaccendato.
Può bastare qualche ministro vah… e nella Sala Gialla, per salvare la faccia (hoibò!) e non scontentare i cinesi e gli amichetti dei cinesi al governo.
Insomma ci avviamo a fare la solita figura da nazione “canaglietta”, si perché per assurgere a pieno titolo allo status di canaglia ci vuole un esecutivo che nel bene o nel male, faccia scelte nette. Invece di passare la vita a salvare “capre e cavoli”. Riuscendo solo a fare delle grandi figure del cavolo a livello mondiale.
Orpheus

Pubblicato il 26/11/2007 alle 16.9 nella rubrica Sinistra indegna.

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